giovedì 3 agosto 2017

PUSHER, RICORDI E TANTA BELLA GENTE!

Devo ammetterlo: stamattina facendo colazione e passando in rassegna instagram quando ho visto la notizia della rinascita della mitica Pusher un po’ di groppo mi è venuto… per chi non la conoscesse (e per chiarire subito che, purtroppo, non ci son motivi commerciali di fondo) o per chi fosse arrivato dopo, la Pusher holds era una mitica società americana fondata a cavallo degli anni 90/2000 quando ancora in giro il boulder non è che fosse molto cagato ma stava esplodendo di brutto proprio in quel periodo. Non erano tanto le prese piuttosto che il materiale vario che ne facevano una delle più conosciute, ma soprattutto le foto promozionali che insieme a quelle della 5.10 per me erano le migliori possibili e ti tiravano fuori una ralla incredibile. Partivi il mattino non senza prima aver guardato per la millesima volta Dosage 1 e nell’intro ti partiva la pubblicità della Pusher, poi della Prana e poi di Climbing che già t’immaginavi tutto il giorno su Mandala, mentre poi bestemmiavi su “Radiologia” in Ellero… c’era la foto del sempresialodato Jerry Moffat con le Laser ai piedi in Svizzera che la Svizzera ancora era un sogno lontano, la foto di Malcolm Smith e Dave Graham che era praticamente da altare e silenziosa preghiera serale, quella di Obe Carrion che strizzava come il Calibba, quella di Sharma che ancora fumava il giusto ed era il vero e unico the King… quasi vent’anni, tanto, troppo tempo, ma quello che mi fa davvero strano è che alla fine, nonostante tutto, i personaggi son sempre gli stessi. OK, ora c’è Ondra, ma lui tanto non fa testo, c’è Megos, ci sono vari gagni pulciosi che per il solo fatto che si tengono più di me mi stanno in culo, ma cazzo vuoi mettere il carisma che avevano allora? E ancora adesso! Graham, Sharma, Lamprecht, Kehl, Loskot, Rands e molti altri che, almeno in quanto ad immagine e personalità, cagano in testa a praticamente tutti i climber di oggi e pure in quanto a tenersi non scherzavano.
La scena di oggi ha perso fascino. Punto. Il discorso di base è questo per me, poi si può parlare di tutto il contorno, social che ci hanno reso imbecilli (io in primis), prestazioni fasulle ma commerciali, marchi che derivano verso la sfilata di moda milanese ma alla base c’è che in giro si arrampica per non andare in palestra a far pesi, o crossfit, o altre puttanate, il boulder, la ricerca, la sfida si son perse per strada… ma io vedo che poi bene o male, e io son contento, anche la gente vera e incazzata che vedi in giro sulla roccia resta sempre la stessa: quando vai in Ellero, o al Bracco, o in Inferno in pieno autunno, col freddo, dalla mattina alla sera a fare scrub alle mani i personaggi con cui ti fermi a discutere, a tirare due prese, a fumare una sigaretta son i medesimi di 15, 20 anni fa quando col socio, dopo una settimana di allenamenti e lavoro, arrivavi ai massi e incontravi Giova che magari già tornava a casa dopo aver fatto almeno 2 volte il circuito di Rastello (chiaramente senza pad), Paulo che aveva trovato un altro blocco nuovo e stava già pulendo quelle 5-6 linee, Nino che strizzava le tacche più piccole, Gian e Sergio sempre inseparabili, Lollo che passava praticamente inosservato con la sua Opel Corsa po’ stampinata, Lore che aveva ancora i capelli (perdipiù lunghi) e tantissimi altri che giravano come cinghiali da un blocco all’altro, le bestemmie che risuonavano ovunque come un rito messianico. Egoisticamente, ripeto, son felice che alla fine non sia cambiato nulla e il fatto che una ditta, un marchio ma soprattutto una leggenda come la Pusher sia rinata dalle sue ceneri mi fa ben sperare che il futuro e il passato s’incontreranno sempre.
E arrivano le ferie, anche quest’anno, con Lucifero che ci brucia il culo. Voglio staccare un po’ la presa, ne ho bisogno, almeno 4-5 giorni senza moonboard, senza allenamenti, senza roccia. In giro per montagne a camminare o al mare accalcato sullo stesso asciugamano di altre 5 persone rigorosamente sconosciute, ma senza arrampicata. Sarà dura, avrò bisogno di un circolo di recupero tipo alcolisti anonimi, ma devo farcela. Domenica scorsa al Remondino è andata alla grande, son contento, voglio tornarci prima di staccare, ma poi basta, non per tanto però eh… e lasciamoci con quella che era la canzone simbolo dell’ultimo, grande film di boulder che mai esisterà, “Pilgrimage”.
 
 

venerdì 28 luglio 2017

VARIAMENTE ED EVENTUALMENTE

Ormai è un attimo che non mi faccio vivo, probabilmente perché grosse novità non ne ho… sto cercando di sfruttare appieno lo spot estivo per eccellenza, la Rocklands de noantri ovvero il Remondino, lasciando da parte purtroppo nuove scoperte come il Lausfer, ma purtroppo non c’è tempo per tutto e la mia priorità quest’anno è cercare di portare avanti il più possibile i progetti lasciati in sospeso anni fa.
Quindi son tornato su diverse volte e qualche soddisfazione me la son tolta. Tra le altre “Rodo-Dentro”, un passaggio stupendo che Ale aveva aperto, ricordo bene perché c’ero, qualche anno fa, non nel classico stile del posto “solotacche” ma con movimenti diversi dal solito. Non l’ho mai provato seriamente perché alla fine è in ombra al mattino quindi o sali presto o becchi la giornata coperta e fresca ma quest’anno quasi per caso ci son capitato e dopo aver provato un po’ i movimenti in alto (ma il duro è sotto...) l’ho portato a casa inaspettatamente in fretta. Una vera goduria, soddisfazione pura tanto è bello quel blocco, con uscita adrenalinica il giusto che da quel tocco in più!
Altra storia, altro cantiere. “Anti-grip”, un altro blocco aleatorio e strano. Qui mi sfianca sulla continuità, oltre al fatto che servono davvero condizioni eccellenti per tenere ste maledette pinze, ma dopo una domenica pomeriggio a mettere insieme i singoli mercoledì scorso, in azione solitaria col topo a farmi compagnia, son riuscito a dividerlo in 2 metà! Contento, perché comunque l’aderenza era pessima, e se la prima parte va via veloce la seconda non è per niente scontata, ma ho trovato una methode leggermente diversa dalla classica che mi risolve un paio di movimenti per me ostici. Ora il problema è: continuare a tentare o aspettare il meteo giusto? Non mi pongo invece minimamente il problema se tornare o meno al Remondino, per me il non plus ultra della zona e non solo.
E per sentirsi di nuovo “gggiovani” ieri sera concerto punkettone a Barolo: non è assolutamente il mio genere ma è stata una bella festa, in culo a chi come al solito si deve lamentare. Moltissima gente ma tutto ordinato (è un concerto, che cazzo…) e nessun problema, tra l’altro ho visto altra gente “fintagiovane climber” nel mucchio, grande Paul! Adesso ancora una settimana e poi svacco, climb e varie in attesa dell’autunno e del ritorno alle condizioni ottimali.

Elena tenta "Vista Bussaia"


io su "Rodo-dentro"

Elena mette insieme i pezzi di "41 e non sentirli" alla Madonnina


io guardo con disperazione le pinze schifose di "Antigrip"

 

lunedì 10 luglio 2017

SONNOOOOO

Continuo a chiedermi cosa faccia di Sierra Blair Coyle una climber… non mi chiedo il perché il suo profilo facebook sia uno dei più seguiti o del perché abbia oltre 100.000 follower su instagram, mi sembra piuttosto chiaro e non credo sia legato all’arrampicata, ma onestamente come faccia ad essere “professional climber” mi sfugge… mi sfugge anche il fatto che faccia parte della nazionale americana, soprattutto dopo aver visto il video online su un blocco che dovrebbe essere 7C+, dove probabilmente la Puccio andrebbe a cagarci… e con queste considerazioni di livello assoluto parte la settimana.
Un weekend all’insegna della merda più assoluta. Finita la scheda d’allenamento, settimana di recupero la scorsa che più di tanto recupero poi non è stata però, con il risultato che sabato dopo esser salito al Remondino mi sono praticamente addormentato, senza riuscire a far niente se non qualche passaggio più facile giusto per “giustificare” la salita fin là… un disastro totale, ero fiacco in modo assurdo e il caldo certo non aiutava, e ieri mattina al muro la storia è stata più o meno la stessa. Peccato, contavo di fare qualcosa di meglio ma ci stanno anche queste giornate di bassa!
Invece andando su cose più interessanti è partita la prima tappa di coppa del mondo lead e questa volta la tracciatura è stata davvero avvincente. Bellissima gara della Rogora e bellissimo vedere finalmente che qualcosa si sta muovendo tra le azzurre nella difficoltà, lei è brava e si vede che ha il livello, deve solamente “crescere” ancora in campo internazionale e poi farà il botto! In testa, chiaramente, la Garnbret che dimostra che alla fine le vie non importa come le chiudi, importa solamente chiuderle e quindi fanculo (giustamente) l’eleganza e spalancare, anche se comunque veder arrampicare Jain Kim è sempre un piacere assoluto! Campo maschile invece la bellissima novità è stata Jan Hojer, a dimostrazione che se ad un blocchista di livello fai una tracciatura ad arte su un muro “giusto” può fare comunque la differenza. Idem per Desgranges che in più ha dimostrato un po’ a tutti (soprattutto ad alcuni) che a far la differenza è anche l’allenamento, quello duro, perché se tu cazzeggi o arrampichi su roccia nel periodo di preparazione poi le prime gare te le fumi! Ma prima di Desgranges ci erano anche arrivati Usobiaga e Ramonet quindi tutta sta novità…
E da sta settimana, giusto per riposare un po’, ripartiamo con un’altra bella scheda in vista del mese di agosto, sperando che dia qualche frutto in più dell’ultima fatta.

lunedì 3 luglio 2017

REMONDINO, TANTA ROBA

Non so se abbia mai detto che il Remondino è uno dei posti più fighi per far blocchi in Piemonte. Forse si… ma ora son pienamente convinto che sia IL posto più figo per far blocchi in assoluto per me, non c’è storia. Non esiste nient’altro in zona e oltre con queste linee, questa roccia, questo panorama, questa colla quando anche altrove è una merda, non esiste e non potrà mai esistere, è un dato di fatto, è il top assoluto! e poi son dei bastoni veri e propri, ti sudi il passaggio ma quando alla fine lo stampi il sorriso da ebete di resta per un momento ed è reale e per me già solo il tornare lassù mi ha regalato questo sorriso per una mezz’oretta buona…
Ieri non aspettavo altro. Ho passato un sabato buono buono rintanato sul mio muro per un richiamino di forza ma senza strafare perché volevo tenerne da parte per la magia della domenica. E ieri finalmente siamo tornati su, con Elena che però purtroppo stava una merda (c’hai un po’ di sfiga eh…) e quindi è tornata a casa praticamente subito e senza far nulla, e Funsu che pure lui era da un attimo che non ci saliva più. E naturalmente abbiamo incontrato sul posto i 2 nuovi local dell’area, Nino ed Enrica, che son rimasti praticamente gli unici credo a valorizzare il posto e a continuare a crederci. Grandi! Ma ora contiamo di dare una mano a portare avanti la frequentazione di un’ara così stratosferica che ha l’unica pecca di essere un po’ fuori portata. E certo di non avere gradi regalati, ma questo non dovrebbe essere un problema normalmente…
E quindi a metà mattina eravamo già su a spellarci le dita; prima che arrivasse il sole a scaldare mi son portato a casa la bellissima “Dance”, un gioiellino ma d’altra parte qui a trovarle le linee di merda! Movimenti fantastici su piatte e uscita aleatoria come si deve, un blocco di goduria pura. A seguire qualche tentativo mal riuscito su “Direct line”, la variante della bellissima “Tempo di castagne”, ma contando quanto son sega sui lanci perdipiù aleatori come questo ho deciso di lasciare perdere prima di aprirmi del tutto… fine giornata su un altro gioiello per provare i movimenti e trovare la methode giusta per me, la geniale “Rodo-dentro” un’altra di quelle linee che ti fanno scendere la lacrimuccia da quanto son belle. Mi è piaciuto un sacco salire con topo e vedere una quantità di gente con cane al seguito, rispettosa dell’ambiente ma comunque vogliosa di condividere com’è giusto che sia con il proprio amico a 4 zampe questo posto meraviglioso e son doppiamente contento perché ho rotto i coglioni, immagino come parecchi altri, per far sì che prima o poi ci arrivassimo!
Su c’è troppo da fare per una persone normale come me per 1, 2, 3 estati di seguito e sperando in un meteo clemente fino a tardi, come l’ultimo anno che veramente ho frequentato assiduamente il Remondino quando eravamo riusciti a salire e scalare in maglietta fino a novembre inoltrato, direi che quest’anno insieme ad un altro paio di posti in quota sarà la meta delle mie ferie estive.