giovedì 3 agosto 2017

PUSHER, RICORDI E TANTA BELLA GENTE!

Devo ammetterlo: stamattina facendo colazione e passando in rassegna instagram quando ho visto la notizia della rinascita della mitica Pusher un po’ di groppo mi è venuto… per chi non la conoscesse (e per chiarire subito che, purtroppo, non ci son motivi commerciali di fondo) o per chi fosse arrivato dopo, la Pusher holds era una mitica società americana fondata a cavallo degli anni 90/2000 quando ancora in giro il boulder non è che fosse molto cagato ma stava esplodendo di brutto proprio in quel periodo. Non erano tanto le prese piuttosto che il materiale vario che ne facevano una delle più conosciute, ma soprattutto le foto promozionali che insieme a quelle della 5.10 per me erano le migliori possibili e ti tiravano fuori una ralla incredibile. Partivi il mattino non senza prima aver guardato per la millesima volta Dosage 1 e nell’intro ti partiva la pubblicità della Pusher, poi della Prana e poi di Climbing che già t’immaginavi tutto il giorno su Mandala, mentre poi bestemmiavi su “Radiologia” in Ellero… c’era la foto del sempresialodato Jerry Moffat con le Laser ai piedi in Svizzera che la Svizzera ancora era un sogno lontano, la foto di Malcolm Smith e Dave Graham che era praticamente da altare e silenziosa preghiera serale, quella di Obe Carrion che strizzava come il Calibba, quella di Sharma che ancora fumava il giusto ed era il vero e unico the King… quasi vent’anni, tanto, troppo tempo, ma quello che mi fa davvero strano è che alla fine, nonostante tutto, i personaggi son sempre gli stessi. OK, ora c’è Ondra, ma lui tanto non fa testo, c’è Megos, ci sono vari gagni pulciosi che per il solo fatto che si tengono più di me mi stanno in culo, ma cazzo vuoi mettere il carisma che avevano allora? E ancora adesso! Graham, Sharma, Lamprecht, Kehl, Loskot, Rands e molti altri che, almeno in quanto ad immagine e personalità, cagano in testa a praticamente tutti i climber di oggi e pure in quanto a tenersi non scherzavano.
La scena di oggi ha perso fascino. Punto. Il discorso di base è questo per me, poi si può parlare di tutto il contorno, social che ci hanno reso imbecilli (io in primis), prestazioni fasulle ma commerciali, marchi che derivano verso la sfilata di moda milanese ma alla base c’è che in giro si arrampica per non andare in palestra a far pesi, o crossfit, o altre puttanate, il boulder, la ricerca, la sfida si son perse per strada… ma io vedo che poi bene o male, e io son contento, anche la gente vera e incazzata che vedi in giro sulla roccia resta sempre la stessa: quando vai in Ellero, o al Bracco, o in Inferno in pieno autunno, col freddo, dalla mattina alla sera a fare scrub alle mani i personaggi con cui ti fermi a discutere, a tirare due prese, a fumare una sigaretta son i medesimi di 15, 20 anni fa quando col socio, dopo una settimana di allenamenti e lavoro, arrivavi ai massi e incontravi Giova che magari già tornava a casa dopo aver fatto almeno 2 volte il circuito di Rastello (chiaramente senza pad), Paulo che aveva trovato un altro blocco nuovo e stava già pulendo quelle 5-6 linee, Nino che strizzava le tacche più piccole, Gian e Sergio sempre inseparabili, Lollo che passava praticamente inosservato con la sua Opel Corsa po’ stampinata, Lore che aveva ancora i capelli (perdipiù lunghi) e tantissimi altri che giravano come cinghiali da un blocco all’altro, le bestemmie che risuonavano ovunque come un rito messianico. Egoisticamente, ripeto, son felice che alla fine non sia cambiato nulla e il fatto che una ditta, un marchio ma soprattutto una leggenda come la Pusher sia rinata dalle sue ceneri mi fa ben sperare che il futuro e il passato s’incontreranno sempre.
E arrivano le ferie, anche quest’anno, con Lucifero che ci brucia il culo. Voglio staccare un po’ la presa, ne ho bisogno, almeno 4-5 giorni senza moonboard, senza allenamenti, senza roccia. In giro per montagne a camminare o al mare accalcato sullo stesso asciugamano di altre 5 persone rigorosamente sconosciute, ma senza arrampicata. Sarà dura, avrò bisogno di un circolo di recupero tipo alcolisti anonimi, ma devo farcela. Domenica scorsa al Remondino è andata alla grande, son contento, voglio tornarci prima di staccare, ma poi basta, non per tanto però eh… e lasciamoci con quella che era la canzone simbolo dell’ultimo, grande film di boulder che mai esisterà, “Pilgrimage”.
 
 

venerdì 28 luglio 2017

VARIAMENTE ED EVENTUALMENTE

Ormai è un attimo che non mi faccio vivo, probabilmente perché grosse novità non ne ho… sto cercando di sfruttare appieno lo spot estivo per eccellenza, la Rocklands de noantri ovvero il Remondino, lasciando da parte purtroppo nuove scoperte come il Lausfer, ma purtroppo non c’è tempo per tutto e la mia priorità quest’anno è cercare di portare avanti il più possibile i progetti lasciati in sospeso anni fa.
Quindi son tornato su diverse volte e qualche soddisfazione me la son tolta. Tra le altre “Rodo-Dentro”, un passaggio stupendo che Ale aveva aperto, ricordo bene perché c’ero, qualche anno fa, non nel classico stile del posto “solotacche” ma con movimenti diversi dal solito. Non l’ho mai provato seriamente perché alla fine è in ombra al mattino quindi o sali presto o becchi la giornata coperta e fresca ma quest’anno quasi per caso ci son capitato e dopo aver provato un po’ i movimenti in alto (ma il duro è sotto...) l’ho portato a casa inaspettatamente in fretta. Una vera goduria, soddisfazione pura tanto è bello quel blocco, con uscita adrenalinica il giusto che da quel tocco in più!
Altra storia, altro cantiere. “Anti-grip”, un altro blocco aleatorio e strano. Qui mi sfianca sulla continuità, oltre al fatto che servono davvero condizioni eccellenti per tenere ste maledette pinze, ma dopo una domenica pomeriggio a mettere insieme i singoli mercoledì scorso, in azione solitaria col topo a farmi compagnia, son riuscito a dividerlo in 2 metà! Contento, perché comunque l’aderenza era pessima, e se la prima parte va via veloce la seconda non è per niente scontata, ma ho trovato una methode leggermente diversa dalla classica che mi risolve un paio di movimenti per me ostici. Ora il problema è: continuare a tentare o aspettare il meteo giusto? Non mi pongo invece minimamente il problema se tornare o meno al Remondino, per me il non plus ultra della zona e non solo.
E per sentirsi di nuovo “gggiovani” ieri sera concerto punkettone a Barolo: non è assolutamente il mio genere ma è stata una bella festa, in culo a chi come al solito si deve lamentare. Moltissima gente ma tutto ordinato (è un concerto, che cazzo…) e nessun problema, tra l’altro ho visto altra gente “fintagiovane climber” nel mucchio, grande Paul! Adesso ancora una settimana e poi svacco, climb e varie in attesa dell’autunno e del ritorno alle condizioni ottimali.

Elena tenta "Vista Bussaia"


io su "Rodo-dentro"

Elena mette insieme i pezzi di "41 e non sentirli" alla Madonnina


io guardo con disperazione le pinze schifose di "Antigrip"

 

lunedì 10 luglio 2017

SONNOOOOO

Continuo a chiedermi cosa faccia di Sierra Blair Coyle una climber… non mi chiedo il perché il suo profilo facebook sia uno dei più seguiti o del perché abbia oltre 100.000 follower su instagram, mi sembra piuttosto chiaro e non credo sia legato all’arrampicata, ma onestamente come faccia ad essere “professional climber” mi sfugge… mi sfugge anche il fatto che faccia parte della nazionale americana, soprattutto dopo aver visto il video online su un blocco che dovrebbe essere 7C+, dove probabilmente la Puccio andrebbe a cagarci… e con queste considerazioni di livello assoluto parte la settimana.
Un weekend all’insegna della merda più assoluta. Finita la scheda d’allenamento, settimana di recupero la scorsa che più di tanto recupero poi non è stata però, con il risultato che sabato dopo esser salito al Remondino mi sono praticamente addormentato, senza riuscire a far niente se non qualche passaggio più facile giusto per “giustificare” la salita fin là… un disastro totale, ero fiacco in modo assurdo e il caldo certo non aiutava, e ieri mattina al muro la storia è stata più o meno la stessa. Peccato, contavo di fare qualcosa di meglio ma ci stanno anche queste giornate di bassa!
Invece andando su cose più interessanti è partita la prima tappa di coppa del mondo lead e questa volta la tracciatura è stata davvero avvincente. Bellissima gara della Rogora e bellissimo vedere finalmente che qualcosa si sta muovendo tra le azzurre nella difficoltà, lei è brava e si vede che ha il livello, deve solamente “crescere” ancora in campo internazionale e poi farà il botto! In testa, chiaramente, la Garnbret che dimostra che alla fine le vie non importa come le chiudi, importa solamente chiuderle e quindi fanculo (giustamente) l’eleganza e spalancare, anche se comunque veder arrampicare Jain Kim è sempre un piacere assoluto! Campo maschile invece la bellissima novità è stata Jan Hojer, a dimostrazione che se ad un blocchista di livello fai una tracciatura ad arte su un muro “giusto” può fare comunque la differenza. Idem per Desgranges che in più ha dimostrato un po’ a tutti (soprattutto ad alcuni) che a far la differenza è anche l’allenamento, quello duro, perché se tu cazzeggi o arrampichi su roccia nel periodo di preparazione poi le prime gare te le fumi! Ma prima di Desgranges ci erano anche arrivati Usobiaga e Ramonet quindi tutta sta novità…
E da sta settimana, giusto per riposare un po’, ripartiamo con un’altra bella scheda in vista del mese di agosto, sperando che dia qualche frutto in più dell’ultima fatta.

lunedì 3 luglio 2017

REMONDINO, TANTA ROBA

Non so se abbia mai detto che il Remondino è uno dei posti più fighi per far blocchi in Piemonte. Forse si… ma ora son pienamente convinto che sia IL posto più figo per far blocchi in assoluto per me, non c’è storia. Non esiste nient’altro in zona e oltre con queste linee, questa roccia, questo panorama, questa colla quando anche altrove è una merda, non esiste e non potrà mai esistere, è un dato di fatto, è il top assoluto! e poi son dei bastoni veri e propri, ti sudi il passaggio ma quando alla fine lo stampi il sorriso da ebete di resta per un momento ed è reale e per me già solo il tornare lassù mi ha regalato questo sorriso per una mezz’oretta buona…
Ieri non aspettavo altro. Ho passato un sabato buono buono rintanato sul mio muro per un richiamino di forza ma senza strafare perché volevo tenerne da parte per la magia della domenica. E ieri finalmente siamo tornati su, con Elena che però purtroppo stava una merda (c’hai un po’ di sfiga eh…) e quindi è tornata a casa praticamente subito e senza far nulla, e Funsu che pure lui era da un attimo che non ci saliva più. E naturalmente abbiamo incontrato sul posto i 2 nuovi local dell’area, Nino ed Enrica, che son rimasti praticamente gli unici credo a valorizzare il posto e a continuare a crederci. Grandi! Ma ora contiamo di dare una mano a portare avanti la frequentazione di un’ara così stratosferica che ha l’unica pecca di essere un po’ fuori portata. E certo di non avere gradi regalati, ma questo non dovrebbe essere un problema normalmente…
E quindi a metà mattina eravamo già su a spellarci le dita; prima che arrivasse il sole a scaldare mi son portato a casa la bellissima “Dance”, un gioiellino ma d’altra parte qui a trovarle le linee di merda! Movimenti fantastici su piatte e uscita aleatoria come si deve, un blocco di goduria pura. A seguire qualche tentativo mal riuscito su “Direct line”, la variante della bellissima “Tempo di castagne”, ma contando quanto son sega sui lanci perdipiù aleatori come questo ho deciso di lasciare perdere prima di aprirmi del tutto… fine giornata su un altro gioiello per provare i movimenti e trovare la methode giusta per me, la geniale “Rodo-dentro” un’altra di quelle linee che ti fanno scendere la lacrimuccia da quanto son belle. Mi è piaciuto un sacco salire con topo e vedere una quantità di gente con cane al seguito, rispettosa dell’ambiente ma comunque vogliosa di condividere com’è giusto che sia con il proprio amico a 4 zampe questo posto meraviglioso e son doppiamente contento perché ho rotto i coglioni, immagino come parecchi altri, per far sì che prima o poi ci arrivassimo!
Su c’è troppo da fare per una persone normale come me per 1, 2, 3 estati di seguito e sperando in un meteo clemente fino a tardi, come l’ultimo anno che veramente ho frequentato assiduamente il Remondino quando eravamo riusciti a salire e scalare in maglietta fino a novembre inoltrato, direi che quest’anno insieme ad un altro paio di posti in quota sarà la meta delle mie ferie estive.

 

venerdì 30 giugno 2017

LAUSFER E FINALMENTE REMONDINO

Poche novità da queste parti, troppo caldo quantomeno almeno fino a questa settimana per poter fare qualcosa di decente fuori e quindi tanto muro e tanto secco. Alla fine negli ultimi 2 weekend ho arrampicato praticamente sempre sul moonboard, tranne un’uscita al nuovo settore scoperto quest’anno in compagnia di funsu ed elena per pulire qualche nuovo passaggio, facili ma davvero belli, e per buttare qualche tentativo a dei nuovi mostri scovati ma senza niente di fatto.
E proprio su questo nuovo settore, per chi fosse interessato a farsi il culo a cercarlo per pulire roba nuova, si trova all’altezza del colle del lausfer lato italiano ma il consiglio è quello di non passare dalla mulattiera classica davvero troppo lunga ma direttamente dal lago di S. Anna costeggiando il più possibile le pareti dove corrono le viette facili. Un 40 minuti-1 ora di camminata per nulla piacevole, son sincero, ma che meritano viste le possibilità del posto; noi sicuramente torneremo, tantopiù che alla fine st’estate saremo in zona quasi sempre.  
Lato novità davvero belle, dopo parecchie mail, rotture di palle, ecc… finalmente il parco delle Alpi Marittime ha aperto la possibilità di percorrere nuovi sentieri con i cani al seguito! La nuova regolamentazione, discussa e approvata durante il mese di aprile scorso, attendeva ancora una firma dalla regione che finalmente è arrivata e da domani (1° luglio) la rete dei sentieri “canini” varierà, inglobando tra gli altri anche il rifugio Remondino. Onestamente non mi son mai spiegato fino in fondo il perché le zone di accesso fossero così limitate quando sovente molti merenderos estivi rompono i coglioni alla fauna e danneggiano la flora più di un animale domestico, ma tant’era, se non volevi farti fuori un centone aggratis era meglio girare il carro da un’altra parte. Motivo principale per cui da anni non ho più frequentato l’area del Remondino, benché ad oggi io sia ancora convinto essere una delle migliori non solo a livello piemontese, ma da domani si riparte! Son davvero felice di questa svolta, son davvero felice di poter tornare lassù insieme al mio compagno preferito, non si meritava di passare le domeniche solo a casa per cui avevamo scelto a malincuore di lasciare perdere, quindi ce lo siamo meritati 2 volte! Qui il dettaglio dei nuovi sentieri percorribili cani al seguito.

martedì 13 giugno 2017

CALDAZZA

Ed è arrivato di nuovo quel periodo balordo dell’anno in cui trovare un posto per arrampicare degnamente mezza giornata diventa improponibile… o sali in quota, ma con poche ore a disposizione è dura, oppure ti alleni come un matto in attesa di temperature migliori. Per me la seconda soluzione resta la migliore!
E quindi si comincia con una nuova scheda per rinfrescare queste serate torride, chiaramente non son restato svacco finora ma per me arrampicare al moonboard non significa allenamento nel senso più stretto del termine, lo considero più un momento di arrampicata che non di secco e quindi finora andavo avanti con 5 giorni di arrampicata a settimana e tutto sommato andava bene mentre da adesso per il mese a venire ho proprio voglia di sfondarmi un po’ le braccia con qualcosa di serio e sfruttare i pomeriggi liberi per fare qualche bella escursione col topo e rilassarmi un po’.
Lato roccia vera finalmente abbiamo iniziato con Elena la valorizzazione della nuova area trovata; la neve sta scendendo velocemente e nuovi massi escono come funghi anche se per ora ci siamo dedicati alle linee che ci hanno preso fin da subito. E allora è nata la prua di Kashmir (abbiamo deciso di dedicare le linee nuove alle canzoni o agli album che più ci piacciono o che comunque in quel preciso istante ci son tornati alla mente), fantastica come il brano dei Led Zeppelin pur nella sua semplicità, con uscita piuttosto adrenalinica ma dolce da arrampicare e ideale per scaldare le braccine. E poi il tetto di Orgasmatron, ignorante ma muscolare come una canzone dei Motorhead appunto, dove parti dal fondo in mezzo al ghiaccio vivo per spuntare fuori al sole caldo. E alla fine la più bella e la più dura (per ora) dell’area, un gioiello come pochi ne ho trovati in questi anni sinceramente, la prua a tacche di Far beyond driven, furiosa e complicata come l’album per me migliore di sempre del gruppo che più adoro, una linea logica ma piuttosto dura, con incroci su tacche furenti e un finale a sorpresa su di un masso che definire perfetto è riduttivo e con uscita alta. La voglia di continuare ci sarebbe anche stata ma sinceramente ero bollito dal sole e stranamente (non patisco quasi mai) dalla quota, sentivo i recuperi infiniti e l’idea di andare a pian della casa il giorno prima diciamo che non ha aiutato… la cosa che più mi ha limitato è stato il fatto di avere un solo pad per ridurre al minimo il peso da cammellare su e inoltre continuava a girarmi per la testa di fare attenzione, di non farmi male, che un problema qui sarebbe stato una vera merda… non so come mai, non mi è mai capitato, quantomeno così… ora voglio tornare ancora un paio di volte per portare avanti altri mostri visti in giro, con corda al seguito perché diversamente sarebbe un suicido provarli dal basso senza ricognizione, e poi iniziare a recensire e rendere pubblico il posto, anche se credo che non ci sarà mai il pienone. Siamo riusciti ad individuare una traccia di sentiero che aiuta nell’avvicinamento, che comunque è lungo sì ma non infinito, ma resta il fatto che per salire li bisogna averne davvero voglia: di sbattersi, di cercare e di non dare niente per scontato. Ovvero, se cerchi il numerino e la prestazione take away forse è meglio non prendere neanche in considerazione quest’area…

La bellissima sequenza centrale di "Far beyond driven"








Ma chi cazzo te lo fa fareeeeee?

giovedì 8 giugno 2017

THE TWINS E VARIE

E ieri siamo tornati con topo al pian della Casa per tagliuzzarci ancora un po’ le dita su the Twins. Devo dire che rispetto allo sconforto totale degli scorsi anni, dove più che altro andava di culo quando schiodavo bene, quest’anno sta andando davvero alla grande: pulito per bene da sopra, tastato tutte le tacche per capire bene dove tirarle e via. Aiutato anche da un freddo fuori norma e dal vento tirato da nord, ho fatto dei bei tentativi anche se poi alla fine anche nastrato per poter fare più di 2 giri son riuscito ad aprirmi comunque, ma poco male perché lo sento decisamente meglio! Come detto più volte per me resta uno dei passi più belli della provincia e non solo, un vero blocco di pochi e intensissimi movimenti, duro e ditoso come pochi, un must! E quest’anno voglio provarci seriamente, lasciato da parte il Mostro mi ributto in un’altra sfida by Penna che come sanno tutti non regala niente ma le linee le sa vedere per davvero, quelle che meritano. Non mi piace vincere facile ma voglio la soddisfazione e quindi perché no?!
Per il resto bella notizia da uno dei climber vecchia scuola per me più talentuosi, Steve McClure himself, che alle porte dei 50 si regala una nuova linea con la mostruosa proposta di 9b, da crederci visto che a detta di molti, Ondra in testa, non regala nulla. Un climber di poche parole ma molti fatti, uno dei pochi che sa spaziare da linee/blocco come the Hubble a test di resistenza come Overshadow, aspetto con impazienza la sua biografia tradotta!
E poi sta arrivando la tappa di coppa del mondo boulder più figosa, l’unica secondo me che merita davvero di essere seguita visto il parterre da paura e l’organizzazione che c’è sempre dietro. Vail, l’unica dove gli States fanno scendere in campo uno squadrone della morte con numeri uno anche in outdoor, una bella vetrina per gli atleti stessi e normalmente una gara anche divertente da vedere. Intanto spero che la Puccio quest’anno riesca ad arrivarci alla fine, perché comunque per me resta uno scalino sopra tutte anche sulla plastica e sarà una bella sfida con la Coxsey, poi son curioso di vedere come Margo Hayes e Daniel Woods se la tolgono dopo parecchio tempo passato a Ceuse a far resistenza. E poi vedere la squadra Giapponese maschile, che quest’anno sta facendo scintille ovunque, come battaglierà fuori casa.
E poi spero nel weekend di tornare un po’ in alto a pulire qualche linea nel nostro nuovo parco giochi!

lunedì 5 giugno 2017

HONNOLD IN SOLO SUL CAP!

Impensabile. Onestamente quando sabato ho letto la notizia della freesolo di Honnold su Freerider non solo non son riuscito subito a realizzare la portata dell’impresa ma ancora adesso faccio fatica anche solo ad immaginare che cosa quest’alieno abbia fatto! Leggi la relazione della via dove ti scrivono che per un umano qualsiasi (e neanche tanto, perché comunque parliamo di tiri intorno al 7C a quasi 900 metri da terra sul granito del Cap che a detta di tutti è molto “particolare”) il tempo stimato è di circa 4 giorni poi leggi la notizia di sabato scorso e vedi un tempo di neanche 4 ore per arrivare in cima… onestamente pensavo che il Pesce in solo fosse qualcosa già oltre i limiti del pensabile, anche lì oltre 30 tiri di arrampicata in placca per la maggior parte (anche se dentro c’è anche tanto III-IV), poi il solito Honnold mi aveva fatto sudare le mani col video sul Potrero Chico, dove la qualità della roccia a vedere non sembrava neanche il massimo, ma questa è fuori da ogni logica comprensibile ai più. Come giustamente è stato scritto la portata di quest’impresa, perché di questo si tratta, è paragonabile all’uomo sulla luna (anche come rischio credo): forse non sarà capita da tutti, ci saranno come sempre i soliti detrattori, ma secondo me sarà difficilmente superabile. Non capisco come sia umanamente possibile arrivare a questi livelli di concentrazione, non capisco come si possa annullare in questo modo una razionale paura, non capisco tante cose ma credo che Honnold sia ormai ad un livello di consapevolezza superiore. E tutti quelli che credono che sia semplicemente un suicida fomentati da quell’invidia inconsapevole di non vivere neanche un millesimo di una vita reale mi fanno sinceramente molta pena, limitiamoci a non capirlo che forse è l’unica cosa che si possa ragionevolmente fare. Qui qualche foto.

venerdì 26 maggio 2017

MOSTRO IN STANDBY...

Sabato scorso ho chiuso la stagione del Mostro. Basta, ho davvero bisogno di staccare un po’, al di là delle condizioni che ormai erano terribili, ma mi stava usurando a livello mentale, un trito di coglioni senza senso ecco. Da una parte son contento dei progressi fatti e di esser passato stand, dall’altra ho come la sensazione spiacevole (che spero passi prima del prossimo autunno) che forse sit non lo farò mai… ci riproverò certo, son sicuro, e poi quel posto per me è diventato quasi magico, lo adoro, ma ormai ho un blocco mentale che devo superare e spero che il tempo mi aiuti.
Domenica invece siamo andati da Sangia Gnus, un posto che non so come mai non ho mai frequentato più di tanto; con Elena prima siamo andati ai massi sotto per provare qualche passaggio più facile ma davvero bello e onestamente ho voglia di tornarci con tutto l’armamentario per pulire perché merita di brutto il lavoro fatto in passato da Stazio! Passi medio facili su roccia ottima e fresco assicurato, almeno in questo periodo, quindi vale la pena. Nel primo pomeriggio siamo saliti al masso sul fiume e ho messo mano a Cani sciolti, una linea mitica made in Gambaro, che ho sempre guardato dubbioso e mai provato, un po’ perché un quasi traverso (e raramente mi piacciono) un po’ perché se non hai la vena suicida di Andrea il passo si ferma su un banchettone, quindi resta interruptus… e invece anche stavolta mi son sbagliato, di brutto pure! Bella da scalare e completa! Domenica son caduto in modo davvero deficiente dopo aver trovato la methode giusta per me e poi è arrivato il sole a cambiare tutto, martedì sera son uscito dal lavoro e son schizzato su solo per constatare che le condizioni, mie e ambientali, erano schifose oltre ogni ragionevolezza mentre ieri in realtà non avevo nessuna intenzione di tornarci ma poi… qualche nuvola, un po’ di vento e allora perché no? Ed è andata bene direi! Tra l’altro Toni domenica mi ha parlato di una presa rotta fondamentale, e Andre mi ha confermato la rottura della stessa, io non ho capito quale fosse non avendolo mai provato prima ma comunque si fa ugualmente e tra l’altro son pure riuscito a trovare uno sgamo per passare senza fare la pannellata alla fine del passaggio, cosa per me un po’ ostica visto che ci arrivavo già bello ghisato (cazzo, è lungo, per i miei standard è quasi una via!). E oggi si torna su per provare ancora qualcosa prima che l’estate si "porti via" anche questo masso…

venerdì 19 maggio 2017

CHRIS CORNELL

Una di quelle notizie che non ti aspetti e che ti fanno sentire come se un pezzo della tua adolescenza sia stato cancellato per sempre. Non son mai stato un fan del grunge ma bene o male quelli della mia età son passati quasi obbligatoriamente nel turbine dei Nirvana e compagnia bella, ma lui insieme ai Soundgarden (soprattutto) era qualcosa di diverso. Non si potevano listare come gruppo, erano oltre e spesso son stati avanti di anni; il cambio radicale che ha avuto successivamente non mi ha mai preso del tutto, lo vedevo un po' come la sconfitta di un movimento, un genere, a favore dei dollari... purtroppo dopo non c'è un cazzo altrimenti un supergruppo insieme a Dime,  Bonham e Cliff Burton sarebbe da schiattare solo per sentirlo suonare!

martedì 16 maggio 2017

GIRO DELLE CASCATE - VALLE PESIO

Settimana di scarico uguale a tante sgambate con topo! Poi lunedì, bel tempo, poca voglia di lavorare uguale ferie!
Un bel giro, non impegnativo, che avevo fatto diversi anni fa in modo "classico", ovvero partendo dal pian delle Gorre e andando in senso antiorario, mentre ieri ho scelto di partire dal villaggio Ardua aggiungendo un pezzo di asfalto e facendo poi il giro in senso orario, secondo me meno faticoso per le gambe in discesa. L'idea era di provare a correrlo, e in effetti così è stato per la maggior parte, ma purtroppo non ho più ne la gamba ne il fiato e quindi mi son dovuto accontentare; comunque un giro fantastico e straconsigliato in questo periodo dell'anno per vedere tutte le cascate nel loro top!
 

 



 
 

 






venerdì 12 maggio 2017

MOTIVAZIONE

Trovare scuse non è il mio forte, non son mai stato capace di raccontare balle agli altri figuriamoci a me stesso. Però ogni tanto alla sera, dopo il lavoro, quando mi ritrovo in palestra la motivazione che è stata a palla tutto il giorno inizia ad incrinarsi… la voglia di stare all’aperto, la voglia di mettermi sul divano a cazzeggiare, la voglia di far tutt’altro che stare a tirare 2 prese o di appendermi con qualche kilo che mi schiaccia i reni. Ma la maggior parte delle volte, per non dire ogni santa volta che salgo in palestra, alla fine tiro dritto, faccio star zitti i demoni e mi ritrovo dopo qualche ora con una soddisfazione fuori dal comune, e non una soddisfazione materiale ma soprattutto mentale. Perché ho vinto di nuovo io.
Non son mai stato un grande negli sport devo ammetterlo, e l’arrampicata non fa eccezione. Quando giocavo a calcio lo odiavo, poi quegli stramaledetti sport di squadra non mi son mai andati giù perché non sono io che devo sottomettermi alla volontà di qualcun altro ma semmai l’esatto contrario. Allora ho provato la bici… lasciamo perdere, ancora oggi odio i ciclisti come la sveglia al mattino! Allora ho iniziato a correre e andare in palestra, ma non era abbastanza, non vedevo un risultato tangibile, qualcosa a cui ripensare con un sorriso ebete la sera prima di dormire. Ma la montagna quella c’è sempre stata. Prima tanto escursionismo, poi un po’ di alpinismo autodidatta, poi lo sci fuoripista a cercare rogne e alla fine, troppo tardi, l’arrampicata.
Una cosa che ho sempre rimpianto e il non averla conosciuta prima cazzo. A 23-24 anni sei già troppo vecchio, sei già troppo “formato” per poter concludere qualcosa di decente e allora rincorri il tempo per fare in modo di limitare i danni (ma per limitare quei danni ne crei altri che ti si rinfacceranno spudoratamente più avanti, ma non pensiamoci ora…) e allora ci dai dentro, le provi tutte, ma la cosa più dura alla fine non è tanto la fatica fisica ma il tenere alta la motivazione, per tutto il tempo, nonostante tutte le cose che possano capitare e mandando anche a puttane scelte diverse che forse un giorno rimpiangerai. O forse no. A me la motivazione non è mai mancata, neanche un momento, neanche un’ora, forse neanche un minuto. A me piace fottutamente fare fatica, più ne faccio più son felice, a volte senza neanche uno scopo preciso e mi rendo conto spesso senza neanche averne una beneficio tangibile! A me piace alzarmi il mattino presto e andare via col cane, mi manca la corsa ma mi basta un passo spedito e sentire che fatico un po’ per esser felice (correre non posso, peso inutile da portare dietro!); a me piace chiudermi da solo per ore in palestra, crearmi delle schede pesanti, tanto, e portarle avanti; a me piace attaccarmi al muro e provarci finché riesco, col nastro che mi tiene insieme e la pelle che si spacca. Ti dicono che devi sentire il tuo corpo in allenamento? OK, il mio corpo mi ha sempre o quasi detto di continuare, o forse era la mia testa a parlare per lui, ma raramente mi son fermato a pensare alle conseguenze. Non ho mai capito e non capirò mai lo spreco di avere un fisico sano e buttarlo alle ortiche mangiando di merda, stando ore a fare un cazzo, non ho mai capito le lamentele di chi ti dice che non ha tempo, perché il tempo lo si trova sempre. Non è il tempo che ti manca, è la motivazione che non hai! E allora non lamentarti, quantomeno con me. Conosco gente che il tempo lo trova anche in mezzo a mille impegni e fa il 110%, quindi non cagarmi il cazzo inutilmente facendo perdere tempo a me. La fatica fisica è la cosa più bella che esista, potrei anche sbilanciarmi a dire un’eresia del tipo che è molto meglio dell’attività intellettuale per migliaia di motivi, ma non l’ho detto… la bilancia ogni mattino, la ghisa tutte le sere, controllare tutto quello che ingurgiti, non per un singolo fine quale può esser nel mio caso l’arrampicata ma per sentirsi vivi davvero!
Uno sfogo come un altro, senza un fine particolare e assolutamente contro nessuno di mia conoscenza, lo sfogo del venerdì ecco. Perché troppo spesso adagiarsi e più facile che combattere e per me non ha senso, uno spreco senza senso che vedo sovente e che mi fa incazzare come una bestia. Son sicuro che la motivazione non calerà mai, e non parlo di arrampicata, ma la ralla di portare il limite sempre un po’ oltre, mi piacerebbe davvero provare prima o poi uno sport di endurance di quelli coi controcoglioni per vedere fin dove sarei capace di andare, chissà prima o poi magari mi ci butto.
 

lunedì 8 maggio 2017

POSSESSIONE

Parlare di ossessione credo sia un tantinello riduttivo in questo caso… per me ormai Il Mostro sta diventando una piacevole maledizione che mi porto dentro ormai dal 24 aprile dello scorso anno (già il ricordare una data in modo così preciso potrebbe essere un sintomo preoccupante, ma diciamo che instagram mi ha dato una mano). Primavera e autunno non ho altro in testa, non mi viene da provare nient’altro che non sia quel blocco e anche se ogni tanto mi attacco a qualche progetto qua e là non riesco a farmi prender bene in nessun caso! L’unica altra volta che mi è capitata una cosa del genere è stata con You al pian della casa, in quel caso l’ho spuntata io e anche stavolta andrà nello stesso modo.
E così anche ieri siamo saliti su, Elena da parte sua con una vagonata di pazienza fuori dal comune (non so come faccia ancora a sopportare di vedere quel cazzo di blocco) e io purtroppo con un misto di rassegnazione frullata a ralla di provare e trovare un modo per passare quell’allungo di merda… e allora giù la corda, tutto ripulito e segnato, si riparte. Come al solito il mio unico stop resta lì in alto ad andare al verticale e anche ieri non è andata diversamente; ad un certo punto però mi si è accesa una lampadina, una di quelle che ti illuminano a giorno una scatola cranica vuota perché tante, moltissime volte Elena mi aveva detto di provare in quel modo e io niente, e sticazzi funziona! Finalmente dopo un anno ho visto la luce in fondo al tunnel della dipendenza, una speranza. Alla fine ho risparmiato la pelle e la forza in attesa di tornare su in settimana per provare a morte e se passerò… ok non dico niente.
Sabato invece piacevole relax, certo un paio d’ore di moonboard in mezzo le ho ficcate, ma per il resto tanto svacco. E mi son ritrovato a vedere dopo un botto di tempo quello che per me resta il miglior video di boulder di sempre, Pilgrimage, un mix di spiritualità mordi e fuggi di cui onestamente non mi frega poi tanto ma in un pomeriggio rilassante contribuisce allo svacco e di passaggi uno più bello dell’altro e soprattutto nessuna pippa mentale numerica. E poi ho davvero tanti ricordi legati a quel DVD, come quando si partiva con funsu a far blocchi con il lettore piantato sul cruscotto della macchina (altro che smartphone!) e Sharma in sottofondo autostradale che faceva a nastro The middle way, The goan corner o la stupenda Full moon. Ed era dura rendersi conto di quanto pippe eravamo una volta che toccava a noi far sul serio sulla roccia… non so quante volte l’abbia visto, macinato insieme a Dosage 1. Qui sotto la bellissima salita di Alizée Dufraisse del blocco simbolo di Hampi, tecnicamente come sempre impeccabile anche se vedere Sharmone che lancia da una merda all’altra con i piedi svolazzanti non ha prezzo!

giovedì 4 maggio 2017

PRIMAVERA DI MERDA

Che dire, una primavera folgorante… continua il meteo di merda, e sembra che anche a medio termine non accenni a migliorare quindi l’unica cosa che resta da fare è allenarsi, moonboard, pan gullich, trave, TRX. E io che speravo finalmente di tornare un po’ in quota, a sciare forse…
Il weekend scorso son riuscito tra una tendinite e l’altra a tornare in Ellero incuriosito dalla nuova linea al Gigiat. Arrivo su presto, mi scaldo e naturalmente a quell’ora non c’è nessuno; col primo sole che scalda mi attacco alla linea centrale, quella che credevo fosse stata liberata, e subito prendo gran legnate sui denti! In alto è un bel passaggio, non duro (sarà sul 7A o giù di li) ma piacevolmente scalabile: per capirci è quello che parte con le 2 liste in accoppio che si usano anche sulla parte finale di Paradigma, quando tocca alzarsi il piede in bocca per continuare sulla fessurina. Ma sotto è davvero oltre… non ci son piedi, quantomeno nel posto giusto, e oltre ad un verticale (inutile) non c’è altro se non una limetta a spezzare il movimento per più di un metro e mezzo! Provo e riprovo ma niente, mi dico che forse anzi sicuramente per me è oltre, quindi lascio perdere e vado a beccare Funsu da Petra. Li provo un po’ la sit sul passo di Sergio, liberata da Ale Penna qualche anno fa, e a parte il primo movimento il resto riesco a metterlo insieme, ma onestamente la testa è restata al Gigiat; Funsu da parte sua ci mette l’anima sull’Assedio e alla fine fa anche un bel giro, grandissimo lui che ci sta credendo nel modo giusto, quel passaggio per me merita davvero anzi credo onestamente che sia una delle linee migliori in circolazione e non solo in Ellero! Le condizioni erano eccellenti, ho sofferto il freddo ma la colla era assicurata. A sera facciamo ancora un giro su al Gigiat per capire poi che in realtà la linea liberata non era quella che immaginavo ma tutta a sinistra per poi riprendere in alto il 7A di cui sopra… ci resto male anche se da una parte un po’ mi rincuora il fatto di non aver alzato il culo da terra, resta comunque da fare per chi ha un livello davvero oltre, mentre l’altra liberata, pur avendo sicuramente dei bei movimenti non m’interessa, quindi neanche mi ci attacco.
Per il resto tanto moonboard, ieri ci son rimasto per quasi 4 ore e ora come ora son a pezzi ma mi ci sto divertendo come un matto, non riesco a stancarmi di quell’aggeggio, adesso vorrei solamente cambiare setup. E quando cala un po’ la motivazione mi faccio girare qualche storiella su instagram di Patxi Usobiaga e mi risale la ralla: the machine!

mercoledì 26 aprile 2017

ANNOT

In linea di massima credo che l’arrampicata ad Annot la si ami o la si odi, nel mio caso con capitate entrambe le cose quasi contemporaneamente. Ma se devo esser sincero, oggi che son tornato alla routine quel posto mi manca parecchio…
Sapevamo di prendere bastoni, per il tipo di arrampicata a cui non siamo del tutto abituati, ma non così tanti e così importanti, ma fa bene allo spirito perché abbassi le orecchie e ridimensioni un po’ quello che credi di esser in grado di fare. Ridimensioni anche la tua visione dei gradi boulder e capisci che spesso e volentieri si farlocca un po’ troppo, e allora sì Annot è necessaria per ristabilire un po’ d’ordine; onestamente ho trovato anche disomogeneità là, perché se paragono “Frout Frout” fatto un po’ di tempo fa, sulla carta dato tra il 7C e l’8A, a passi come “Esprit minéral”, “Sa mère en short” o altri trovo che ci sia qualcosa che non funziona… ma in linea di massima son duri, tanto, e gradati stretti, come si deve.
In ogni caso venerdì dopo un po’ di coda siamo arrivati al campeggio (consigliatissimo! Gli chalet credo siano la sistemazione ideale per chi come noi non ha più voglia di patire in tenda e vuol autogestirsi) e il meteo è il migliore pensabile: cielo limpido, temperatura piuttosto bassa e un po’ di vento ad aggiustare il tutto. Il mattino dopo ci fiondiamo come bambini in un parco giochi (perché di questo si tratta in realtà) nel primo settore da visitare, place des Cardeurs consigliatomi da Gian e Sergio l’ultima volta per il fatto che ci son sia passi facili che duri, quindi da soddisfare tutti; la guida scaricabile da internet è millimetrica per gli accessi un po’ meno comprensibile per le linee che invece son da trovare e capire, piacerà meno a qualcuno a me onestamente non dispiace molto perché ti lascia quel gusto di esplorazione che troppo spesso manca. L’idea era provare “président Evil” e “la mort suspendue” ma il sole si fa subito sentire, il settore è in basso e poco ventilato, quindi facciamo qualche classico (su tutti i bellissimi “Swatch” e il blocco 380 sit) per poi spostarci in alto al mitico settore di Paf le chien. Qui credo ci siano le linee migliori, o quantomeno a me è quello che più piace, e inoltre è ventilato e ombroso il che non guasta su sti piattoni; faccio flash “Psylo addict”, forse un po’ più facile o forse m’è andata bene, comunque divertente su un fungo stranissimo nel classico stile del posto, e prendo bastoni su “Vegetal spirit”. Anche Elena ci prova ma il morale è basso, le uscite son a volte alte e spesso e volentieri son tabule rase dove l’unica cosa che ti salva son i tricipiti… mi butto su “Esprit minéral”, in quel cazzo di buco 2 dita non entrano e in più parti steso come un calzino, devo trovare un soluzione… no problem, il mignolo mi torna utile, ma il passo è comunque duro come pochi… 7A+… altro giro altra corsa, “Sa mère en short” mi è  subito piaciuto quando me l’avevano fatto vedere un paio di settimane fa e quindi decido di provarci. Un bel po’ per trovare la methode migliore e 2 giorni per arrivare al bordo, ma il blocco resta da fare; incomprensibile, sit è un 7B ma credo di aver fatto alcuni “8A” ben più facili, da sotto niente di che perché si tratta di un lancio ad una presa buona ma da li devi tirarti il piede sinistro in bocca e ristabilirti su una bancata sfuggente ad una merda svasa lontanissima! Forse per i palestrari sarà più facile, per me sull’orlo dell’impossibile… orecchie basse e si torna allo chalet, un giorno andato, fisico a pezzi e pelle fine come cartavelina.
Il mattino dopo nuovamente meteo fantastico, si decide di salire subito al settore Madness a scaldare un po’ le ossa. Niente da dire, posto bellissimo per il medio facile, luce straordinaria, la volta scorsa mi ero portato a casa “l’ex grosse lunule sit” e il bellissimo “les évadés”, questa volta faccio il facile ma alto “Bacalauréat”, straorinario, e lo strano “Tronc commun” più altri nel genere. Elena da parte sua prova un po’ “L’ex grosse lunule” ma niente, non è proprio il suo stile (in effetti allenarsi al moonboard per poi venire qui in vacanza non è proprio da premi nobel…)…sale il caldo e decidiamo di andare nuovamente al settore Paf le chien dove incontriamo dei ragazzi di Cuneo e dopo poco arriva anche Alex Chabod… sticaxxi, livello! E li niente, mi prendo di nuovo a testate coi soliti, soprattutto “Sa mère…” che ormai odio senza senso! Di nuovo orecchie basse, morale pure, si torna al campeggio…
Giorno 3: idem con patate, ma fa freddo e il tempo è grigio, meteo ideale per la Crète… a parte scherzi si voleva comunque tornare per 2 motivi: primo perché Elena li ha il suo progettino del viaggio, “Le toit du cul du loup”, fatto qualche annetto fa e davvero straordinario ed estetico come pochi, secondo perché venire ad Annot e non passare di qui è una bestemmia tanto è bello sto posto. Ci si scalda in relax, tra gli altri ho rifatto “Le toit…” sit e “Pates a la daube” entrambi da 5 stelle davvero, dopodiché Elena si scontra con la dura arenaria… niente di fatto, purtroppo resta un progetto ma ha fatto comunque bene a crederci fino alla fine! Scendendo m’innamoro di una linea magnifica nel bosco, “La saison des castagnes”, ma l’apertura iniziale richiede un qualche strumento di tortura per allungare le braccia… voglio comunque tornarci, si sa mai che cresco ancora nel frattempo; mi dedico quindi a “Roswell”, un 7B duro come pochi, ma m’incazzo finché basta e passo! Bello, davvero una linea fantastica e tutta da scalare, quando son in cima ho voglia di prenderlo a testate, ma ora mi rendo conto di aver fatto proprio un passaggio da paura, certo non vieni qui per far grado, meglio altri posti, ma se il tuo obiettivo è scalare dei blocchi goduriosi senza dubbio resta una delle scelte migliori. Si scende alla Ruine, altro settore visitato anni fa: onestamente non mi fa impazzire ma ricordo che i passaggi fatti, tra tutti “L’appat du gain”, il blocco 430 e “les couloirs du bruit”, mi eran piaciuti davvero; un po’ di svacco e indovinate? Scendiamo da Paf le chien! Son devastato, alla frutta, ho scalato 3 giorni da mattino a sera senza sosta ma ci provo comunque, si torna da “Sa mère…”: alla fine raggiungo la presa in alto ma non la fermo e tra l’altro mi faccio pure male ad un dito, segno del divino, lasciamo perdere prima di peggiorare le cose. È andata bene tutto sommato, son arrivato amando il posto, al secondo giorno lo odiavo ma son tornato a casa con una gran voglia di tornarci! Il quarto giorno, nonostante il sole, decidiamo di lasciare perdere: io son a pezzi e il dito mi fa male, Elena non ne vuole sapere minimamente, a lei è restato l’odio, quindi si carica tutto e ci si mette in viaggio.
E alla fine si, Annot la amo. Non è semplice spirito masochista, non è che mi piaccia in modo particolare trovare solo e sempre lungo, ma mi piace arrampicare e non voglio adeguarmi allo spirito del “arriva-stampa-scappa” ma godere il passaggio in tutto e per tutto. E un ambiente fantastico, rilassante, dove far blocchi ha ancora un significato completo e diverso da quello a cui purtroppo mi son abituato in questi anni e forse si è perso anche un po’ il senso di sudare un grado vero che alla fine però ti fa sentire soddisfatto al 100%.

Un giorno tutto questo sarà tuo...

Riscaldamento al settore Madness


Ma questo che cazzo fa?...


Continuo a non capire...

Roswell


Psylo addict


Ambiance

La crete


Pates à la daube

Sequenza centrale su le toit du cul du loup


giovedì 20 aprile 2017

PASQUA CON CHI VUOI

Eh niente, non che ci sia molto da dire di questi ultimi giorni, spero ci sarà molto più da scrivere al nostro rientro la prossima settimana! Alla fine il meteo incerto e 1600 km ci hanno scoraggiato dall’andare a Bleau, peccato soprattutto per Elena, ma comunque restiamo sull’arenaria, direzione Annot da domani fino a martedì prossimo a tirare qualche schiaffone.
Il weekend di pasqua alla fine è andato, tra alti e bassi. Sabato in valle Gesso, a S.Anna di Valdieri, dopo naturalmente aver tastato le tacche del Mostro ed esser caduto per l’ennesima volta in alto, al mio blocco psicofisico; pomeriggio tra una goccia e l’altra in compagnia, faccio veloce il bel passaggio “Animali…” alla grotta di S. Anna e anche Funsu ed Elena ci vanno davvero vicini a stamparlo, un bel blocco dalle parti del 7B o giù di lì molto divertente. E lunedì dopo una domenica di magnate e bevute si torna in Gesso, questa volta dalle parti di S.Giacomo, per un puntatina veloce con condizioni eccellenti; mi porto a casa lo spigolo sit del masso al settore Wonderful, non so chi l’abbia aperto e neanche se sia saltato qualcosa ma certo che come 7A l’ho trovato un pelo duro… direi che un onesto 7B restando sul filo dello spigolo potrebbe calzare meglio, ma sicuramente è divertente ed estetico come pochi! Dopo qualche manata alla sit di “Meccanica razionale” (voglio assolutamente tornare, è fantastica sta linea!) che da quel che ne so è stata liberata da Ale Penna si torna a S.Anna per chiudere la giornata. Elena cade all’uscita (…) di “Animali...” e io per un pelo non stampo “Braccio tesio” nella versione diretta liberata da Andre… bastoni, capitano, si tornerà anche qui! E poi moonboard, per non perdere il vizio.
Bella novità in Ellero invece dove Ale Palma ha liberato un progetto storico al GAM, una bellissima linea già tentata in passato ma rimasta nel dimenticatoio di tutti anche perché il posto è un po’ defilato dai settori classici e anche perché la roccia è diversa, non quella tipica di rastello ma a volte un pelo più fragile. Comunque una bella sditata in basso e un’uscita non dura ma alta, un bel passo da provare spero l’autunno prossimo e una bella ventata di aria fresca in valle!
 
Sullo spigolo al settore Wonderful

Elena tenta "Animali"
 

giovedì 13 aprile 2017

CHI SI FERMA E PERDUTO


E finalmente ho posato il culo… qualche chilometro l’ho macinato tra il weekend scorso e la settimana (purtroppo per lavoro) e qualcuno resta da fare per il prossimo weekend e quello successivo, ma per ora voglio diventare sedentario per qualche giorno. Mi capita raramente di sventolare bandiera bianca ma ora son davvero esausto… la cosa positiva di quando vado in trasferta (fortunatamente ormai poco) è che almeno son costretto a fermare l’allenamento e questa volta ci stava tutto.

Come dicevo, sabato scorso ad Annot in compagnia eccezionale di Gian e Sergio. Adoro arrampicare con loro perché ci si fa poche seghe sui gradi ma si guarda prima di tutto la linea. Ma soprattutto si prende tutto molto easy e senza troppi patemi d’animo su chi si tiene di più! Purtroppo la nottata passata completamente (…) in bianco l’ho sentita e la sento tutt’ora ma non volevo tirarmi indietro e buttare una bella occasione per passare una giornata in posti semi-nuovi; dopo una bella pausa caffè-pain au resin-cicca si parte a macinare, tempo perfetto (almeno all’inizio) e leggermente ventilato. Il paradiso del boulderista! Come al solito non sto fermo un attimo e mi attacco a tutto come fossi un bambino in un negozio di caramelle, senza guardare gradi e prendendo legnate sui 6B come se niente fosse! Ma dopo un po’ l’abitudine alla roccia e al tipo di arrampicata arriva e mi tolgo qualche bella soddisfazione. Nel mentre inizia a scendere qualche goccia e insieme un paio di bestemmie ben assestate, niente di grave né per l’una né per l’altra, si continua imperterriti su ogni blocco. A metà giornata la stanchezza si fa sentire e neanche i litri di caffè misto a Redbull riescono a fare il miracolo… non tengo più niente… ma non posso tirarmi indietro, son il “giovane” del gruppo cazzo anche se non si direbbe! Cambiamo settore e mi torna un po’ di ralla, chiudo qualche altro bel blocco e finisco la giornata sotto la pioggia su un blocco con uscita di spalmo… se cadevo mi facevo la faccia ma non potevo lasciare un “unfinished business” come si dice tra BIG! Diluvio… pastis d’ordinanza e poi via purtroppo, anche se la pioggia probabilmente ci ha salvato dal tornare a notte fonda! Cenetta da un amico di Sergio in costa, e che cenetta, innaffiata da un bel bianco fresco, ancora qualche risata (addirittura hanno fatto i fuochi d’artificio per un blocco flashato da Sergio!) e poi a casa, devastato. Il giorno dopo ci ho provato, giuro, ho provato a fare qualcosa in Gesso ma le braccia mi mandavano a fare in culo senza logica… e son ripartito, purtroppo per lavoro il giorno dopo, qui niente da raccontare di così avvincente.

E adesso qualche weekend intenso, in giro, sui blocchi, chi si ferma è perduto!

giovedì 6 aprile 2017

UNA SCELTA VINCENTE...

Ohhhh ecco, la prima conseguenza dell’arrampicata alle Olimpiadi non si è fatta attendere e finalmente anche il climbing è entrato negli sport d’élite (ovvero quelli che vengono praticati tutte le domeniche dalla poltrona): la IFSC ha deciso di farci due soldini e rendere i live streaming a pagamento. E che pagamento! $20 al mese oppure $100 all’anno, quindi ci fanno anche un regalo con lo sconticino, ecchecazzo non sia detto che son venali! Quindi praticamente mi troverei a dover pagare un servizio scadente, perché di questo si tratta, con tanto di riprese fatte male, orari della minchia, commenti che lasciano il tempo che trovano allo stesso prezzo di streaming ben più quotati o meglio ancora di una paytv?! No grazie, Pornhub è ancora gratis, piuttosto quello… e, scherzi a parte, se già il format delle gare di boulder (non parliamo di quelle lead che son soporifere) mi faceva piuttosto cagare, ma tantovaleva in alcune giornate di meteo merdoso connettersi e buttarci un occhio, ora proprio ne farò volentieri a meno. La IFSC dovrebbe migliorare parecchie cose prima di arrivare a queste scelte, competizioni come La sportiva legends only, la CWIF o simili hanno format ben più intriganti e ci sarebbe solo da imparare, ma niente… scommetto che per rendere lo spettacolo più avvincente per gli sportivi da poltrona si farà passare nel format olimpionico anche lo speed come main show . Eh vabbè pace, quest’anno farò volentieri a meno di seguire le gare IFSC, mi spiace solamente che a farne le spese alla fine della fiera saranno solamente gli atleti…

giovedì 30 marzo 2017

DURI A MORIRE

Un po’ il dente avvelenato con sto passaggio ce l’avevo. Quando cadi all’ultimo movimento diverse volte non potrebbe esser diversamente… poi la linea, se devo esser sincero di traversi belli così ne ho fatti pochi, una linea scalabile, che non ti distrugge la pelle ma che ti sfonda muscolarmente, con una bella sorpresa finale, non amo i traversi ma questo ce l’avevo in mente. Ieri con il caldo che faceva da ste parti l’idea di salire al Lupo mi sembrava una mezza cazzata, ma dato che non ero più tornato e sicuramente le condizioni non sarebbero migliorate alla fine mi son detto “proviamoci, mal che vada butto mezza giornata”. E invece… condizioni assolute, non troppo caldo, vento da nord e colla buona! Quindi alla fine scelta azzeccata, un giro a ricordare i movimenti, un giro per incazzarmi e cadere alla fine e un giro buono, contento parecchio perché quando scalo una bella linea, o quantomeno una linea che mi piace, son contento, indipendentemente dal grado che possa avere. E questa è onestamente una linea a 5 stelle. Ora può fare il caldo che vuole, tutte le processionarie dei Ciciu ritrovarsi e andare a fare in culo insieme alle zecche, non mi interessa più. Non ho mai amato i Ciciu, e non credo me li farò mai piacere, ma questo masso mi ha regalato qualche giorno davvero figo e tanto mi basta, ora in quota! basta traversi, fino al prossimo autunno almeno, ora si torna ai vecchi progetti per prendere qualche bella legnata. E inizio a pregare il dio della pioggia che ci lasci qualche giorno di tregua a Bleau, soprattutto perché Elena questo posto non l’ha mai visto e se sei boulderista e non sei mai stato a Bleau… beh non sei un vero boulderista! A bientôt!


Notare lo sguardo di topo!

venerdì 24 marzo 2017

PIOVE...

A pensarci mercoledì ho preso al volo l’ultimo pomeriggio di meteo decente per far qualcosa su roccia dato che a vedere mi attende un weekend di plastica e (purtroppo) lavori di casa. E tra le altre cose con il mio autoscatto su “Jazz” alla Casa son riuscito anche a vincere un concorso online (a cui neanche mi ero iscritto), ma la cosa più ridicola è stato l’aver fatto il passaggio gridando “sorriso-sorriso-sorriso” in modo che partisse la foto. Da vedere… per il resto l’allenamento nuovo per il momento procede bene visto che sento le braccia che si stanno staccando dal corpo all’altezza delle spalle e quindi visto che per me vale l’equazione dolore=felicità son decisamente contento! E progettare un viaggetto (si spera) a Bleau non può che rendermi ulteriormente felice.
Varie ed eventuali: oggi vagando su IT ho trovato una bella intervista non infarcita di gradi (qui) ad un personaggio che per me resta un eroe di altri tempi anche se non stiamo parlando di decenni fa, ovvero lo scozzese Malcolm Smith. Un climber cha ha fatto sempre parlare le sue prestazioni su roccia in un epoca in cui i vari social o non esistevano ancora oppure erano ancora allo stato embrionale (tra l’altro mi vien da pensare evitando figure di merda come l’ultima di Daniel Woods che si è fatto pigliare per il culo dal mondo intero…) e i suoi ritmi di allenamento decisamente british. Dai cazzo come si fa a non mitizzare un tipo come quello della foto sotto la cui stanza da letto è principalmente un muro d’arrampicata e a “tempo perso” anche una camera, oddio non proprio tanto diverso dalla mia situazione non fosse altro che quantomeno la mia stanza da letto resta separata dalla stanza delle torture (diversamente non credo che Elena vivrebbe ancora con me…)! Un frullato di diete devastanti, allenamenti intensi e costanza che lo ha portato a ripetere i blocchi più duri e aprirne di nuovi ancora irripetuti, oltre alla mitica “Hubble”.
Per il resto, a parte sempre la solita figura di merda di Woods che resterà negli annali di instagram, c’è stato Megos che con un dito in meno ha vinto agile il CWIF battendo sul loro campo atleti di coppa del mondo, “La Rambla” che è diventata la via “da fare”, Melissa le Nevé che oltre a portarsi a casa il titolo del CWIF sale un 8B+ a Bleau (preparandosi per bene per “Action directe”?) ma purtroppo anche la scomparsa di un mito assoluto mondiale, Royal Robbins. Uno di quelli che ha creato, non ha solo arrampicato. Non importa riportare qui le sue salite, son troppe ma soprattutto troppo belle da metterle dentro a 2 righe, “Camp 4”, un libro che avrò letto 7-8 volte, fa ben capire la portata del personaggio e di quello che ha fatto, spero che ora se la stia godendo in cima al Cap insieme ad Harding ed una bella boccia di vino!