martedì 17 ottobre 2017

NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE (E CHE SOLE!)

Niente di particolare da segnalare in questo autunno che sa molto di primavera avanzata e che credo rimpiangeremo tra non molto… soprattutto blocchi in valle Gesso, soprattutto muro, soprattutto allenamento e per il resto ben poco di interessante. Le condizioni fuori son altalenanti, bene, peggio, meglio, merda, ma so che son io che mi lamento sempre e comunque anche se un paio di settimane fa con aderenza giusta ho finalmente fatto il mio giro migliore sul Mostro, la mia nemesi ormai, partendo sit e arrivando a sto benedetto verticale; ogni tanto mi chiedo che cosa mi spinga ancora a metterci testa, oltre al fatto che sia una linea stupenda, e son arrivato alla conclusione che forse la risposta sta proprio in quel posto che ha un che di magico ma soprattutto in cui ci sto da dio ogni volta che torno, da solo o in compagnia, mi ci costruirei casa cazzo! Però certo è che se riuscissi a farlo sto passaggio non mi dispiacerebbe…
Poi un paio di puntate in Ellero senza troppa decisione ma giusto per ritornare su e capire che con Rastello siamo in una fase di stallo, non ci piacciamo più come un tempo ma forse l’amore tornerà… o forse no, poco male.
E infine il prossimo weekend. L’infernoblocco è alle porte e i ragazzi dell’organizzazione si sono sbattuti all’inverosimile, son davvero curioso di vedere il lavorone fatto e la rivalutazione del bosco magico e spero sinceramente che il meteo sia dalla loro e che arrivino un sacco di partecipanti perché se lo meritano. Valdinferno non è la val di Mello chiaramente, non ha le potenzialità (per dire un posto in zona) della val Gesso e non ne ha neanche la roccia, ma la magia di quel bosco non la trovate da nessun’altra parte, questo è sicuro, e il meeting insieme alla nuova guida di Giova sono un’occasione perfetta per conoscerlo meglio e tornarci più volte! C’ho passato giornate in completa solitudine, nel grigio dell’autunno oppure in mezzo ad una nevicata invernale e ricordo ogni singolo momento come speciale, la grotta delle fate non è un nome buttato lì a caso… e poi l’evento nell’evento, il memorial per Angelo Siri che li ha fatto davvero tanto, in un periodo in cui forse il bouldering non se lo cagava nessuno, tirando fuori delle linee che ancora oggi sono imperdibili (Checkup per dirne una su tutte, un classico con una bellezza da riferimento!). Io sarò alla grotta, questa volta non come climber ma come “testimone”, diciamo così, per certificare chi avrà voglia di metter mano al blocco per eccellenza, Dal profondo, e tentare di farne la prima ripetizione dopo anni dalla libera del colosso Core, se passate di lì un saluto e due ciance mi faranno piacere!

giovedì 28 settembre 2017

FERMENTO

Parecchio fermento in valle Gesso ultimamente, come non potrebbe essere altrimenti data la stagione perfetta e il fatto che sempre di più si sta dimostrando un vero paradiso dei blocchi. Sinceramente, la valle per intero ha poco da invidiare a posti ben più conosciuti in quanto a qualità di linee e roccia e bellezza dei posti, l’unica pecca resta il fatto che generalmente è piuttosto dispersiva quindi o la si conosce perfettamente oppure per chi viene da fuori diventa difficile orientarsi tra i diversi topò e le informazioni che si trovano online ed è comunque un peccato. La speranza è una nuova guida per la valle Gesso lato S.Anna…
Da parte mia settimana scorsa finalmente son riuscito insieme a Gian a dare un’occhiata al famoso Spettro e metterci pure mano sopra. Che dire, la premiata ditta Penna/Tallone non sbaglia un colpo (e parecchi altri sono in canna, grosse novità in arrivo)! Un blocco magnifico su cui uscirebbero parecchie linee di livello ma che loro (giustamente) hanno deciso di valorizzare solo in parte e per quelle più evidenti: quindi lo “Spettro”, un 7C bellissimo sui cui abbiamo passato gran parte della giornata e devo dire che non è andata male, sapendo poi come sono i loro 7C su cui provare a riuscirci in giornata è davvero una rarità, e poi “Team Acciaio”, una linea un po’ diversa dalle solite tritadita, entrambe belle adrenaliniche e aeree ma con cadute direi ottime (e con la possibilità di scendere dall’alto avendo un spit per sostare). Insieme al Mostro sicuramente i must della valle! E poi domenica che causa schiena fuori uso è stata dedicata allo svacco e alla buona compagnia, insieme a Funsu a Sangia Gnus a provare qualcosa di nuovo e rifare parecchie linee vecchie. Sulle facili da segnalare il bellissimo spigolo di 7A su piatte fatto durante il riscaldo, davvero bello da scalare e sinceramente nemmeno troppo facile… rifatto The Dog con due partenze diverse, una più bassa (quella di Cani Sciolti) che aggiunge un pizzico di duro e completa sicuramente, e poi provato Gasolina, ma qui ci sta un discorso a parte. La linea non mi ha mai attratto particolarmente ma non sapendo che provare mi ci sono attaccato ma… non credo tornerò a provarla. Non perché sia particolarmente dura, a parte un movimento tutto il resto è abbastanza fattibile, ma perché proprio non mi piace e credo che la versione short fatta da Paulo (tra l’altro grande lui che l’ha fatta per intero) sia ben più logica e bella della versione integrale. My 2 cents! Resto dell’idea che la Linea del blocco resti The Dog, al di là della difficoltà reale, e quindi complimenti a Funsu che l’ha stampata relax: ora ti tocca Cani Sciolti! Comunque il vero regalo della giornata è stata la spalla fuori uso… quindi schiena, spalla e dito, con questo fantastico tris di sfiga pura ieri ho deciso di fare un po’ di blocchi/non blocchi, roba facile e traversi ma ho sbagliato il posto, mannaggia la miseria! Con topo alla volta del masso GTA, 2 pad e roba sulle spalle a farsi un culo che reputo del tutto inutile. Non avevo mai scalato su questo masso, tranne forse un paio di volte agli inizi, e ieri ho realizzato anche il perché… non mi piace, anzi son sincero, mi fa proprio cagare, non me ne voglia nessuno ma io sono piuttosto secco nei miei gusti e quando arrivi da un’estate al Remondino il palato è abituato a cose… come dire… diverse! Per carità meglio che un pomeriggio in ufficio ma peggio che un pomeriggio al moonboard! E pensare che son stato indeciso tutta la mattina se andare a farmi una bella cima, devo imparare ad ascoltare di più il mio istinto… e niente, ora un paio di sere al muro e poi il weekend si stacca, finisce il mese di allenamento e si parte finalmente con quelli che dovrebbero essere i 2 mesi migliori per le braccia e per gli occhi. Voglio scalare e basta, niente trave, pan, trx e cazzate varie ma solo tirarle il più possibile, concentrandomi su un paio di obiettivi che meritano davvero, tra cui sicuramente il Mostro sit perché la stand dello scorso anno non mi è bastata, un coito interrotto, una cagata senza giornale di arrampicata al seguito, una birra senza schiuma… insomma avete capito.

lunedì 18 settembre 2017

GELO

E arrivato il freddo, di colpo e incazzato o forse solamente pesa di più perché l’estate è stata torrida, ma in ogni caso ora non ci si può più lamentare delle condizioni. Mi resta la stanchezza da allenamento, poi non avrò più scuse, quindi devo sbattermi per cercare qualcosa che giustifichi la mia non-tenenza…
A parte tutto weekend davvero di colla assoluta, bastava prenderci meglio le misure per non patire il freddo inutilmente. Sabato all’insegna dell’indecisione se stare a casa sul muro o andare fuori, alla fine ha prevalso la vergogna e allora via a pian della Casa, senza particolari obiettivi se non scalare qualche roba già fatta per fare un po’ di volume e magari provare i soliti mattoni nei denti… il problema era il termometro della macchina che mentre salivo continuava a scendere, e io in maglietta che temevo il peggio che poi puntualmente si è avverato: +6° alle 13, niente male… riscaldamento si fa per dire e poi “You” sit, un passaggio stratosferico che quando riesco rifaccio sempre almeno in piedi, così come “King Kong”, quest’ultimo fatto in giacca perché il vento mi stava depilando. Un paio di manate su “the Twins”, per capire che è proprio da lasciare perdere come passaggio e come obiettivo, se non per farci due risate ogni tanto: il problema non è tanto arrivare alla seconda tacca, il problema è tenerla, fissarla, muovere i piedi e lanciare al bordo, troppi problemi per un solo blocco… non è il mio, è decisamente oltre quindi non credo ci spenderò altro tempo.
Ieri invece salita di gruppo al Remondino, camminatori e boulderisti per una volta tutti insieme al cazzeggio. Le condizioni capiamo già dal parcheggio che saranno assolute ma ce ne renderemo conto solo dopo che non ci sbagliavamo per niente… su ci troviamo con la Tesio-family e si parte subito col dente avvelenato. Consiglio a Giorgia “Rodo-dentro”, un passaggio che sapevo già non le avrebbe dato troppi problemi un po’ perché il suo livello è esagerato un po’ perché non è il solito passaggio tritadita Remondino style ma sicuramente un pelo più “plasticoso”. E infatti non ci mette tanto a portarlo a casa, qualche giro per sentire la methode e capire l’uscita e via stampato, neanche il tempo di rilassarmi un po’! Decidiamo di scendere da “Antigrip” e porca puttana mi entra tutto senza problemi ma su un singolo niente da fare, non passo; ci proviamo tutti e tre per l’intero pomeriggio, col vento a far scendere ulteriormente la temperatura, alla fine neanche più gli escursionisti son in giro, restiamo solo noi a chiudere la giornata. E Giorgia è l’unica dei 3 che riesce a passare, in modo perfetto ed esemplare su un blocco ben duro, secondo me e non solo ben più duro di altri 7C del Remondino (che notoriamente già non regala niente), una linea non certo stratosferica ma con movimenti uno più bello dell’altro… a me è restato l’amaro in bocca perché l’unico giorno in cui sarei potuto passare, un paio di mesi fa, non ci ho creduto abbastanza nel giro buono e ho perso il treno, temo fino alla prossima stagione se continua così. Peccato. Un blocco in meno fatto e uno in più nella lista dei TO DO. Fine giornata degno dei migliori hardcore boulderers al bar a scaldarsi con cappuccio, the, birra e vino perché la roccia non basta!
E ora si riparte coi progetti in bassa quota. Sicuramente si torna all’attacco sul “Mostro”, fatto in piedi l’anno scorso ma la vera battaglia è da sotto per me, o sit o niente, e poi chissà, tante linee da vedere, il Barbara che ora torna in condizioni, “Gasolina” a Sangia Gnus che vorrei provare (o forse no, non l’ho ancora capito…), almeno un giorno a settimana in falesia perché altrimenti lascio perdere da subito gli obiettivi con la corda… troppe cose, come al solito. Bene.

giovedì 7 settembre 2017

21 OTTOBRE ALL'INFERNO!

Appuntarsi la data, perché l'evento secondo me sarà uno di quelli da non perdere! Il 21 ottobre prossimo i ragazzi della val Tanaro hanno organizzato un bellissimo raduno/gara in quel di Valdinferno ed oltretutto il periodo è assolutamente quello buono, dove l'aderenza inizia a farsi interessante e il posto ancor più bello del solito. Da parte mia sicuramente ci sarò, non per far la gara perché alla fine a Valdinferno (tolto "dal profondo" e pochi altri) ho fatto praticamente tutto e non sarebbe sicuramente giusto, ma per divertirsi e stare in compagnia. E chissà magari scovare anche qualche nuova chicca al di fuori dei circuiti solitamente battuti, questo potrebbe esser l'anno giusto per andare un po' in giro a cercare novità.
Spero che i ragazzi della val Tanaro riescano dove noi abbiamo fallito più volte (ricordo parecchi anni fa, almeno 11-12, si voleva organizzare e poi la meteo ha fatto andare tutto a monte...), la grinta e lo spirito son quelli giusti e il posto merita sicuramente di essere valorizzato per il gioiello che è, ora poi con la nuova guida di Giova è tutto in regola perché possa diventare qualcosa più di uno spot local. E spero sempre con la giusta testa e il rispetto dei posti che, ricordo, son proprietà private e quindi "concesse" al divertimento di tutti noi.
 


martedì 29 agosto 2017

COME RIGENERARSI

Weekend all’insegna dello svacco o quasi. Paradossalmente in questo periodo devo usare il fine settimana per riprendermi dato che gli allenamenti infrasettimanali mi succhiano via tutto… son contento e spero che mi porti un po’ di pompa in più ma sul momento mi girano non poco le balle non riuscire a far niente di concreto. E sto caldo ora mi ha davvero sfiancato, pressione sotto i piedi e sonno costante, l’unica cosa che mi conforta ora è che le previsioni danno peggioramenti e temperature basse dal weekend, adoro l’estate ma adesso ho davvero bisogno di rigenerarmi un po’.
Comunque come dicevo niente di straordinariamente prestazionale durante lo scorso fine settimana. Il sabato siamo saliti dalle parti di cima delle Lose in valle Stura: ricordavo questo bosco bellissimo dalle skialp dei bei tempi, era una delle gite che si faceva in caso di tanta neve non trasformata (quantomeno non fino in cima, per non rischiare le palle…) e la salita in mezzo ai pini era qualcosa di straordinariamente rilassante e bello. Come son cambiati i tempi… ho sofferto, niente gamba e niente fiato, ma comunque mi ha concesso di staccare un po’ dalla ripresa lavorativa, pure quella una merda. E vedere topo correre libero per i boschi mi ha rilassato il doppio!
Domenica invece son salito nuovamente al Remondino, questa volta per il piacere della compagnia e stop tanto sapevo che sarebbe andata una merda. Mi ha fatto piacere rivedere Gian (come sempre in straforma) e Funsu, una giornata di relax piacevole, qualche chiacchiera e qualche manata. Un nuovo passaggio/variante per Gian su “giorno di paga”, secondo me come difficoltà non tanto lontano dall’originale e pure più bello e logico volendo! E per finire la giornata qualche tentativo senza ricognizione dall’alto su “ricordo di Buttermilk”, una linea come ce ne sono poche e dove il numerino conta davvero un cazzo! Siamo saliti fin dove la logica del non-suicidio ce lo ha permesso e con la sicurezza di tornare con un pezzo di corda per pulire per bene dato che stranamente non è tanto provata… alla sera andare via quando la bolgia dei merenderos è già partita, col sole che crea una luce spettacolare sulla Nasta e l’aria è fresca è un rito che va oltre ogni spettacolo per me! Starò rincoglionendo forse?!
PS grande Elena che su mio consiglio (…) ha provato a fare da sola la traversata Ciriegia-Mercantour, che non credevo essere tanto disertata dato che me la ricordavo davvero fantastica. Comunque brava lei che c’ha provato, è salita al Ciriegia, è sconfinata in Francia tanto per non farsi mancare niente, è tornata al pian della Casa e poi risalita al Remondino da noi, il tutto sotto un sole devastante. La forza della volontà alle volte regala dei bei ricordi da gustare poi in settimana chiusi in ste gabbie di merda!

martedì 22 agosto 2017

RIPARTIAMO...

Si ricomincia, come sempre, ormai mi son assuefatto alla situazione di dover ripartire con la solita routine e non so se sia un bene. Ma in ogni caso non ho grosse alternative…
Vacanze rilassanti, per davvero stavolta, fatto niente di stravolgente ma era quello che in realtà volevo più di ogni altra cosa perché in primis avevo bisogno di rilassarmi e staccare da tutto, non solo il lavoro. Una settimana in val Maira, semplicemente fantastica come sempre, a base di svacco e camminate, senza orari finalmente in un posto che davvero ci ha permesso di dimenticare tutto e dove sinceramente non avrei grossi problemi a vivere… campo base in un bellissimo chalet a più appartamenti a S. Michele di Prazzo e da li ogni giorno una camminata diversa con topo che davvero non è stato fermo un secondo. Ciliegina sulla torta il Chersogno, da una vita che non ci tornavo ma come sempre una salita semplice ma panoramica come poche. E anche il meteo alla fine è stato dalla nostra, non un caldo torrido come le altre settimane ma sempre una leggera (beh a volte neanche tanto leggera…) velatura che ci ha permesso di camminare senza soffocare. E anche la sconfinata in val Fissela, per me una delle più belle e selvagge qui intorno, è stata un bel ritorno in una delle valli che amo di più del cuneese.
La seconda settimana invece ho provato a tornare a far qualche blocco decente ma sempre, in ogni caso, in ogni posto, anche al Remondino, il caldo mi ha scoglionato al punto che alla fine ho preferito restare sul muro di casa, con l’aria condizionata, per evitare di fare chilometri davvero inutili. E stranamente da ieri che son tornato in ufficio le temperature son diventate accettabili… in ogni caso avevo anche voglia di non intestardirmi per qualche tempo sui soliti passaggi e quindi ci stava anche dimenticare un po’ la roccia. Pietoso il ritorno alla corda, sarà davvero dura ripartire a far qualcosa di decente ma se voglio portare avanti un progettino st’inverno dovrò darci dentro e cercare di mettere insieme più di 5 movimenti altrimenti meglio lasciare perdere fin da subito. Ora mi aspetta un mesetto di devasto e allenamento allo stato puro, quindi le aspettative fuori non son granché ma confido in un autunno soddisfacente e poi sinceramente ho davvero voglia di tornare a spingere un po’ e sentire la fiacchezza come si deve.

Praticamente il panorama dalla nostra casa a S. Michele, col Chersogno in primo piano

Partendo al mattino

La bellissima sagoma del Chersogno


Salendo spunta il Re!

L'alta val Maira, con il Brec e L'Aiguille

La cima

Sopra il mare di nuvole...

Alta val Maira dal colle Greguri

Vista insolita per chi arrampica sul gruppo Castello-Provenzale!



La selvaggia val Fissela

giovedì 3 agosto 2017

PUSHER, RICORDI E TANTA BELLA GENTE!

Devo ammetterlo: stamattina facendo colazione e passando in rassegna instagram quando ho visto la notizia della rinascita della mitica Pusher un po’ di groppo mi è venuto… per chi non la conoscesse (e per chiarire subito che, purtroppo, non ci son motivi commerciali di fondo) o per chi fosse arrivato dopo, la Pusher holds era una mitica società americana fondata a cavallo degli anni 90/2000 quando ancora in giro il boulder non è che fosse molto cagato ma stava esplodendo di brutto proprio in quel periodo. Non erano tanto le prese piuttosto che il materiale vario che ne facevano una delle più conosciute, ma soprattutto le foto promozionali che insieme a quelle della 5.10 per me erano le migliori possibili e ti tiravano fuori una ralla incredibile. Partivi il mattino non senza prima aver guardato per la millesima volta Dosage 1 e nell’intro ti partiva la pubblicità della Pusher, poi della Prana e poi di Climbing che già t’immaginavi tutto il giorno su Mandala, mentre poi bestemmiavi su “Radiologia” in Ellero… c’era la foto del sempresialodato Jerry Moffat con le Laser ai piedi in Svizzera che la Svizzera ancora era un sogno lontano, la foto di Malcolm Smith e Dave Graham che era praticamente da altare e silenziosa preghiera serale, quella di Obe Carrion che strizzava come il Calibba, quella di Sharma che ancora fumava il giusto ed era il vero e unico the King… quasi vent’anni, tanto, troppo tempo, ma quello che mi fa davvero strano è che alla fine, nonostante tutto, i personaggi son sempre gli stessi. OK, ora c’è Ondra, ma lui tanto non fa testo, c’è Megos, ci sono vari gagni pulciosi che per il solo fatto che si tengono più di me mi stanno in culo, ma cazzo vuoi mettere il carisma che avevano allora? E ancora adesso! Graham, Sharma, Lamprecht, Kehl, Loskot, Rands e molti altri che, almeno in quanto ad immagine e personalità, cagano in testa a praticamente tutti i climber di oggi e pure in quanto a tenersi non scherzavano.
La scena di oggi ha perso fascino. Punto. Il discorso di base è questo per me, poi si può parlare di tutto il contorno, social che ci hanno reso imbecilli (io in primis), prestazioni fasulle ma commerciali, marchi che derivano verso la sfilata di moda milanese ma alla base c’è che in giro si arrampica per non andare in palestra a far pesi, o crossfit, o altre puttanate, il boulder, la ricerca, la sfida si son perse per strada… ma io vedo che poi bene o male, e io son contento, anche la gente vera e incazzata che vedi in giro sulla roccia resta sempre la stessa: quando vai in Ellero, o al Bracco, o in Inferno in pieno autunno, col freddo, dalla mattina alla sera a fare scrub alle mani i personaggi con cui ti fermi a discutere, a tirare due prese, a fumare una sigaretta son i medesimi di 15, 20 anni fa quando col socio, dopo una settimana di allenamenti e lavoro, arrivavi ai massi e incontravi Giova che magari già tornava a casa dopo aver fatto almeno 2 volte il circuito di Rastello (chiaramente senza pad), Paulo che aveva trovato un altro blocco nuovo e stava già pulendo quelle 5-6 linee, Nino che strizzava le tacche più piccole, Gian e Sergio sempre inseparabili, Lollo che passava praticamente inosservato con la sua Opel Corsa po’ stampinata, Lore che aveva ancora i capelli (perdipiù lunghi) e tantissimi altri che giravano come cinghiali da un blocco all’altro, le bestemmie che risuonavano ovunque come un rito messianico. Egoisticamente, ripeto, son felice che alla fine non sia cambiato nulla e il fatto che una ditta, un marchio ma soprattutto una leggenda come la Pusher sia rinata dalle sue ceneri mi fa ben sperare che il futuro e il passato s’incontreranno sempre.
E arrivano le ferie, anche quest’anno, con Lucifero che ci brucia il culo. Voglio staccare un po’ la presa, ne ho bisogno, almeno 4-5 giorni senza moonboard, senza allenamenti, senza roccia. In giro per montagne a camminare o al mare accalcato sullo stesso asciugamano di altre 5 persone rigorosamente sconosciute, ma senza arrampicata. Sarà dura, avrò bisogno di un circolo di recupero tipo alcolisti anonimi, ma devo farcela. Domenica scorsa al Remondino è andata alla grande, son contento, voglio tornarci prima di staccare, ma poi basta, non per tanto però eh… e lasciamoci con quella che era la canzone simbolo dell’ultimo, grande film di boulder che mai esisterà, “Pilgrimage”.
 
 

venerdì 28 luglio 2017

VARIAMENTE ED EVENTUALMENTE

Ormai è un attimo che non mi faccio vivo, probabilmente perché grosse novità non ne ho… sto cercando di sfruttare appieno lo spot estivo per eccellenza, la Rocklands de noantri ovvero il Remondino, lasciando da parte purtroppo nuove scoperte come il Lausfer, ma purtroppo non c’è tempo per tutto e la mia priorità quest’anno è cercare di portare avanti il più possibile i progetti lasciati in sospeso anni fa.
Quindi son tornato su diverse volte e qualche soddisfazione me la son tolta. Tra le altre “Rodo-Dentro”, un passaggio stupendo che Ale aveva aperto, ricordo bene perché c’ero, qualche anno fa, non nel classico stile del posto “solotacche” ma con movimenti diversi dal solito. Non l’ho mai provato seriamente perché alla fine è in ombra al mattino quindi o sali presto o becchi la giornata coperta e fresca ma quest’anno quasi per caso ci son capitato e dopo aver provato un po’ i movimenti in alto (ma il duro è sotto...) l’ho portato a casa inaspettatamente in fretta. Una vera goduria, soddisfazione pura tanto è bello quel blocco, con uscita adrenalinica il giusto che da quel tocco in più!
Altra storia, altro cantiere. “Anti-grip”, un altro blocco aleatorio e strano. Qui mi sfianca sulla continuità, oltre al fatto che servono davvero condizioni eccellenti per tenere ste maledette pinze, ma dopo una domenica pomeriggio a mettere insieme i singoli mercoledì scorso, in azione solitaria col topo a farmi compagnia, son riuscito a dividerlo in 2 metà! Contento, perché comunque l’aderenza era pessima, e se la prima parte va via veloce la seconda non è per niente scontata, ma ho trovato una methode leggermente diversa dalla classica che mi risolve un paio di movimenti per me ostici. Ora il problema è: continuare a tentare o aspettare il meteo giusto? Non mi pongo invece minimamente il problema se tornare o meno al Remondino, per me il non plus ultra della zona e non solo.
E per sentirsi di nuovo “gggiovani” ieri sera concerto punkettone a Barolo: non è assolutamente il mio genere ma è stata una bella festa, in culo a chi come al solito si deve lamentare. Moltissima gente ma tutto ordinato (è un concerto, che cazzo…) e nessun problema, tra l’altro ho visto altra gente “fintagiovane climber” nel mucchio, grande Paul! Adesso ancora una settimana e poi svacco, climb e varie in attesa dell’autunno e del ritorno alle condizioni ottimali.

Elena tenta "Vista Bussaia"


io su "Rodo-dentro"

Elena mette insieme i pezzi di "41 e non sentirli" alla Madonnina


io guardo con disperazione le pinze schifose di "Antigrip"

 

lunedì 10 luglio 2017

SONNOOOOO

Continuo a chiedermi cosa faccia di Sierra Blair Coyle una climber… non mi chiedo il perché il suo profilo facebook sia uno dei più seguiti o del perché abbia oltre 100.000 follower su instagram, mi sembra piuttosto chiaro e non credo sia legato all’arrampicata, ma onestamente come faccia ad essere “professional climber” mi sfugge… mi sfugge anche il fatto che faccia parte della nazionale americana, soprattutto dopo aver visto il video online su un blocco che dovrebbe essere 7C+, dove probabilmente la Puccio andrebbe a cagarci… e con queste considerazioni di livello assoluto parte la settimana.
Un weekend all’insegna della merda più assoluta. Finita la scheda d’allenamento, settimana di recupero la scorsa che più di tanto recupero poi non è stata però, con il risultato che sabato dopo esser salito al Remondino mi sono praticamente addormentato, senza riuscire a far niente se non qualche passaggio più facile giusto per “giustificare” la salita fin là… un disastro totale, ero fiacco in modo assurdo e il caldo certo non aiutava, e ieri mattina al muro la storia è stata più o meno la stessa. Peccato, contavo di fare qualcosa di meglio ma ci stanno anche queste giornate di bassa!
Invece andando su cose più interessanti è partita la prima tappa di coppa del mondo lead e questa volta la tracciatura è stata davvero avvincente. Bellissima gara della Rogora e bellissimo vedere finalmente che qualcosa si sta muovendo tra le azzurre nella difficoltà, lei è brava e si vede che ha il livello, deve solamente “crescere” ancora in campo internazionale e poi farà il botto! In testa, chiaramente, la Garnbret che dimostra che alla fine le vie non importa come le chiudi, importa solamente chiuderle e quindi fanculo (giustamente) l’eleganza e spalancare, anche se comunque veder arrampicare Jain Kim è sempre un piacere assoluto! Campo maschile invece la bellissima novità è stata Jan Hojer, a dimostrazione che se ad un blocchista di livello fai una tracciatura ad arte su un muro “giusto” può fare comunque la differenza. Idem per Desgranges che in più ha dimostrato un po’ a tutti (soprattutto ad alcuni) che a far la differenza è anche l’allenamento, quello duro, perché se tu cazzeggi o arrampichi su roccia nel periodo di preparazione poi le prime gare te le fumi! Ma prima di Desgranges ci erano anche arrivati Usobiaga e Ramonet quindi tutta sta novità…
E da sta settimana, giusto per riposare un po’, ripartiamo con un’altra bella scheda in vista del mese di agosto, sperando che dia qualche frutto in più dell’ultima fatta.

lunedì 3 luglio 2017

REMONDINO, TANTA ROBA

Non so se abbia mai detto che il Remondino è uno dei posti più fighi per far blocchi in Piemonte. Forse si… ma ora son pienamente convinto che sia IL posto più figo per far blocchi in assoluto per me, non c’è storia. Non esiste nient’altro in zona e oltre con queste linee, questa roccia, questo panorama, questa colla quando anche altrove è una merda, non esiste e non potrà mai esistere, è un dato di fatto, è il top assoluto! e poi son dei bastoni veri e propri, ti sudi il passaggio ma quando alla fine lo stampi il sorriso da ebete di resta per un momento ed è reale e per me già solo il tornare lassù mi ha regalato questo sorriso per una mezz’oretta buona…
Ieri non aspettavo altro. Ho passato un sabato buono buono rintanato sul mio muro per un richiamino di forza ma senza strafare perché volevo tenerne da parte per la magia della domenica. E ieri finalmente siamo tornati su, con Elena che però purtroppo stava una merda (c’hai un po’ di sfiga eh…) e quindi è tornata a casa praticamente subito e senza far nulla, e Funsu che pure lui era da un attimo che non ci saliva più. E naturalmente abbiamo incontrato sul posto i 2 nuovi local dell’area, Nino ed Enrica, che son rimasti praticamente gli unici credo a valorizzare il posto e a continuare a crederci. Grandi! Ma ora contiamo di dare una mano a portare avanti la frequentazione di un’ara così stratosferica che ha l’unica pecca di essere un po’ fuori portata. E certo di non avere gradi regalati, ma questo non dovrebbe essere un problema normalmente…
E quindi a metà mattina eravamo già su a spellarci le dita; prima che arrivasse il sole a scaldare mi son portato a casa la bellissima “Dance”, un gioiellino ma d’altra parte qui a trovarle le linee di merda! Movimenti fantastici su piatte e uscita aleatoria come si deve, un blocco di goduria pura. A seguire qualche tentativo mal riuscito su “Direct line”, la variante della bellissima “Tempo di castagne”, ma contando quanto son sega sui lanci perdipiù aleatori come questo ho deciso di lasciare perdere prima di aprirmi del tutto… fine giornata su un altro gioiello per provare i movimenti e trovare la methode giusta per me, la geniale “Rodo-dentro” un’altra di quelle linee che ti fanno scendere la lacrimuccia da quanto son belle. Mi è piaciuto un sacco salire con topo e vedere una quantità di gente con cane al seguito, rispettosa dell’ambiente ma comunque vogliosa di condividere com’è giusto che sia con il proprio amico a 4 zampe questo posto meraviglioso e son doppiamente contento perché ho rotto i coglioni, immagino come parecchi altri, per far sì che prima o poi ci arrivassimo!
Su c’è troppo da fare per una persone normale come me per 1, 2, 3 estati di seguito e sperando in un meteo clemente fino a tardi, come l’ultimo anno che veramente ho frequentato assiduamente il Remondino quando eravamo riusciti a salire e scalare in maglietta fino a novembre inoltrato, direi che quest’anno insieme ad un altro paio di posti in quota sarà la meta delle mie ferie estive.

 

venerdì 30 giugno 2017

LAUSFER E FINALMENTE REMONDINO

Poche novità da queste parti, troppo caldo quantomeno almeno fino a questa settimana per poter fare qualcosa di decente fuori e quindi tanto muro e tanto secco. Alla fine negli ultimi 2 weekend ho arrampicato praticamente sempre sul moonboard, tranne un’uscita al nuovo settore scoperto quest’anno in compagnia di funsu ed elena per pulire qualche nuovo passaggio, facili ma davvero belli, e per buttare qualche tentativo a dei nuovi mostri scovati ma senza niente di fatto.
E proprio su questo nuovo settore, per chi fosse interessato a farsi il culo a cercarlo per pulire roba nuova, si trova all’altezza del colle del lausfer lato italiano ma il consiglio è quello di non passare dalla mulattiera classica davvero troppo lunga ma direttamente dal lago di S. Anna costeggiando il più possibile le pareti dove corrono le viette facili. Un 40 minuti-1 ora di camminata per nulla piacevole, son sincero, ma che meritano viste le possibilità del posto; noi sicuramente torneremo, tantopiù che alla fine st’estate saremo in zona quasi sempre.  
Lato novità davvero belle, dopo parecchie mail, rotture di palle, ecc… finalmente il parco delle Alpi Marittime ha aperto la possibilità di percorrere nuovi sentieri con i cani al seguito! La nuova regolamentazione, discussa e approvata durante il mese di aprile scorso, attendeva ancora una firma dalla regione che finalmente è arrivata e da domani (1° luglio) la rete dei sentieri “canini” varierà, inglobando tra gli altri anche il rifugio Remondino. Onestamente non mi son mai spiegato fino in fondo il perché le zone di accesso fossero così limitate quando sovente molti merenderos estivi rompono i coglioni alla fauna e danneggiano la flora più di un animale domestico, ma tant’era, se non volevi farti fuori un centone aggratis era meglio girare il carro da un’altra parte. Motivo principale per cui da anni non ho più frequentato l’area del Remondino, benché ad oggi io sia ancora convinto essere una delle migliori non solo a livello piemontese, ma da domani si riparte! Son davvero felice di questa svolta, son davvero felice di poter tornare lassù insieme al mio compagno preferito, non si meritava di passare le domeniche solo a casa per cui avevamo scelto a malincuore di lasciare perdere, quindi ce lo siamo meritati 2 volte! Qui il dettaglio dei nuovi sentieri percorribili cani al seguito.

martedì 13 giugno 2017

CALDAZZA

Ed è arrivato di nuovo quel periodo balordo dell’anno in cui trovare un posto per arrampicare degnamente mezza giornata diventa improponibile… o sali in quota, ma con poche ore a disposizione è dura, oppure ti alleni come un matto in attesa di temperature migliori. Per me la seconda soluzione resta la migliore!
E quindi si comincia con una nuova scheda per rinfrescare queste serate torride, chiaramente non son restato svacco finora ma per me arrampicare al moonboard non significa allenamento nel senso più stretto del termine, lo considero più un momento di arrampicata che non di secco e quindi finora andavo avanti con 5 giorni di arrampicata a settimana e tutto sommato andava bene mentre da adesso per il mese a venire ho proprio voglia di sfondarmi un po’ le braccia con qualcosa di serio e sfruttare i pomeriggi liberi per fare qualche bella escursione col topo e rilassarmi un po’.
Lato roccia vera finalmente abbiamo iniziato con Elena la valorizzazione della nuova area trovata; la neve sta scendendo velocemente e nuovi massi escono come funghi anche se per ora ci siamo dedicati alle linee che ci hanno preso fin da subito. E allora è nata la prua di Kashmir (abbiamo deciso di dedicare le linee nuove alle canzoni o agli album che più ci piacciono o che comunque in quel preciso istante ci son tornati alla mente), fantastica come il brano dei Led Zeppelin pur nella sua semplicità, con uscita piuttosto adrenalinica ma dolce da arrampicare e ideale per scaldare le braccine. E poi il tetto di Orgasmatron, ignorante ma muscolare come una canzone dei Motorhead appunto, dove parti dal fondo in mezzo al ghiaccio vivo per spuntare fuori al sole caldo. E alla fine la più bella e la più dura (per ora) dell’area, un gioiello come pochi ne ho trovati in questi anni sinceramente, la prua a tacche di Far beyond driven, furiosa e complicata come l’album per me migliore di sempre del gruppo che più adoro, una linea logica ma piuttosto dura, con incroci su tacche furenti e un finale a sorpresa su di un masso che definire perfetto è riduttivo e con uscita alta. La voglia di continuare ci sarebbe anche stata ma sinceramente ero bollito dal sole e stranamente (non patisco quasi mai) dalla quota, sentivo i recuperi infiniti e l’idea di andare a pian della casa il giorno prima diciamo che non ha aiutato… la cosa che più mi ha limitato è stato il fatto di avere un solo pad per ridurre al minimo il peso da cammellare su e inoltre continuava a girarmi per la testa di fare attenzione, di non farmi male, che un problema qui sarebbe stato una vera merda… non so come mai, non mi è mai capitato, quantomeno così… ora voglio tornare ancora un paio di volte per portare avanti altri mostri visti in giro, con corda al seguito perché diversamente sarebbe un suicido provarli dal basso senza ricognizione, e poi iniziare a recensire e rendere pubblico il posto, anche se credo che non ci sarà mai il pienone. Siamo riusciti ad individuare una traccia di sentiero che aiuta nell’avvicinamento, che comunque è lungo sì ma non infinito, ma resta il fatto che per salire li bisogna averne davvero voglia: di sbattersi, di cercare e di non dare niente per scontato. Ovvero, se cerchi il numerino e la prestazione take away forse è meglio non prendere neanche in considerazione quest’area…

La bellissima sequenza centrale di "Far beyond driven"








Ma chi cazzo te lo fa fareeeeee?

giovedì 8 giugno 2017

THE TWINS E VARIE

E ieri siamo tornati con topo al pian della Casa per tagliuzzarci ancora un po’ le dita su the Twins. Devo dire che rispetto allo sconforto totale degli scorsi anni, dove più che altro andava di culo quando schiodavo bene, quest’anno sta andando davvero alla grande: pulito per bene da sopra, tastato tutte le tacche per capire bene dove tirarle e via. Aiutato anche da un freddo fuori norma e dal vento tirato da nord, ho fatto dei bei tentativi anche se poi alla fine anche nastrato per poter fare più di 2 giri son riuscito ad aprirmi comunque, ma poco male perché lo sento decisamente meglio! Come detto più volte per me resta uno dei passi più belli della provincia e non solo, un vero blocco di pochi e intensissimi movimenti, duro e ditoso come pochi, un must! E quest’anno voglio provarci seriamente, lasciato da parte il Mostro mi ributto in un’altra sfida by Penna che come sanno tutti non regala niente ma le linee le sa vedere per davvero, quelle che meritano. Non mi piace vincere facile ma voglio la soddisfazione e quindi perché no?!
Per il resto bella notizia da uno dei climber vecchia scuola per me più talentuosi, Steve McClure himself, che alle porte dei 50 si regala una nuova linea con la mostruosa proposta di 9b, da crederci visto che a detta di molti, Ondra in testa, non regala nulla. Un climber di poche parole ma molti fatti, uno dei pochi che sa spaziare da linee/blocco come the Hubble a test di resistenza come Overshadow, aspetto con impazienza la sua biografia tradotta!
E poi sta arrivando la tappa di coppa del mondo boulder più figosa, l’unica secondo me che merita davvero di essere seguita visto il parterre da paura e l’organizzazione che c’è sempre dietro. Vail, l’unica dove gli States fanno scendere in campo uno squadrone della morte con numeri uno anche in outdoor, una bella vetrina per gli atleti stessi e normalmente una gara anche divertente da vedere. Intanto spero che la Puccio quest’anno riesca ad arrivarci alla fine, perché comunque per me resta uno scalino sopra tutte anche sulla plastica e sarà una bella sfida con la Coxsey, poi son curioso di vedere come Margo Hayes e Daniel Woods se la tolgono dopo parecchio tempo passato a Ceuse a far resistenza. E poi vedere la squadra Giapponese maschile, che quest’anno sta facendo scintille ovunque, come battaglierà fuori casa.
E poi spero nel weekend di tornare un po’ in alto a pulire qualche linea nel nostro nuovo parco giochi!

lunedì 5 giugno 2017

HONNOLD IN SOLO SUL CAP!

Impensabile. Onestamente quando sabato ho letto la notizia della freesolo di Honnold su Freerider non solo non son riuscito subito a realizzare la portata dell’impresa ma ancora adesso faccio fatica anche solo ad immaginare che cosa quest’alieno abbia fatto! Leggi la relazione della via dove ti scrivono che per un umano qualsiasi (e neanche tanto, perché comunque parliamo di tiri intorno al 7C a quasi 900 metri da terra sul granito del Cap che a detta di tutti è molto “particolare”) il tempo stimato è di circa 4 giorni poi leggi la notizia di sabato scorso e vedi un tempo di neanche 4 ore per arrivare in cima… onestamente pensavo che il Pesce in solo fosse qualcosa già oltre i limiti del pensabile, anche lì oltre 30 tiri di arrampicata in placca per la maggior parte (anche se dentro c’è anche tanto III-IV), poi il solito Honnold mi aveva fatto sudare le mani col video sul Potrero Chico, dove la qualità della roccia a vedere non sembrava neanche il massimo, ma questa è fuori da ogni logica comprensibile ai più. Come giustamente è stato scritto la portata di quest’impresa, perché di questo si tratta, è paragonabile all’uomo sulla luna (anche come rischio credo): forse non sarà capita da tutti, ci saranno come sempre i soliti detrattori, ma secondo me sarà difficilmente superabile. Non capisco come sia umanamente possibile arrivare a questi livelli di concentrazione, non capisco come si possa annullare in questo modo una razionale paura, non capisco tante cose ma credo che Honnold sia ormai ad un livello di consapevolezza superiore. E tutti quelli che credono che sia semplicemente un suicida fomentati da quell’invidia inconsapevole di non vivere neanche un millesimo di una vita reale mi fanno sinceramente molta pena, limitiamoci a non capirlo che forse è l’unica cosa che si possa ragionevolmente fare. Qui qualche foto.

venerdì 26 maggio 2017

MOSTRO IN STANDBY...

Sabato scorso ho chiuso la stagione del Mostro. Basta, ho davvero bisogno di staccare un po’, al di là delle condizioni che ormai erano terribili, ma mi stava usurando a livello mentale, un trito di coglioni senza senso ecco. Da una parte son contento dei progressi fatti e di esser passato stand, dall’altra ho come la sensazione spiacevole (che spero passi prima del prossimo autunno) che forse sit non lo farò mai… ci riproverò certo, son sicuro, e poi quel posto per me è diventato quasi magico, lo adoro, ma ormai ho un blocco mentale che devo superare e spero che il tempo mi aiuti.
Domenica invece siamo andati da Sangia Gnus, un posto che non so come mai non ho mai frequentato più di tanto; con Elena prima siamo andati ai massi sotto per provare qualche passaggio più facile ma davvero bello e onestamente ho voglia di tornarci con tutto l’armamentario per pulire perché merita di brutto il lavoro fatto in passato da Stazio! Passi medio facili su roccia ottima e fresco assicurato, almeno in questo periodo, quindi vale la pena. Nel primo pomeriggio siamo saliti al masso sul fiume e ho messo mano a Cani sciolti, una linea mitica made in Gambaro, che ho sempre guardato dubbioso e mai provato, un po’ perché un quasi traverso (e raramente mi piacciono) un po’ perché se non hai la vena suicida di Andrea il passo si ferma su un banchettone, quindi resta interruptus… e invece anche stavolta mi son sbagliato, di brutto pure! Bella da scalare e completa! Domenica son caduto in modo davvero deficiente dopo aver trovato la methode giusta per me e poi è arrivato il sole a cambiare tutto, martedì sera son uscito dal lavoro e son schizzato su solo per constatare che le condizioni, mie e ambientali, erano schifose oltre ogni ragionevolezza mentre ieri in realtà non avevo nessuna intenzione di tornarci ma poi… qualche nuvola, un po’ di vento e allora perché no? Ed è andata bene direi! Tra l’altro Toni domenica mi ha parlato di una presa rotta fondamentale, e Andre mi ha confermato la rottura della stessa, io non ho capito quale fosse non avendolo mai provato prima ma comunque si fa ugualmente e tra l’altro son pure riuscito a trovare uno sgamo per passare senza fare la pannellata alla fine del passaggio, cosa per me un po’ ostica visto che ci arrivavo già bello ghisato (cazzo, è lungo, per i miei standard è quasi una via!). E oggi si torna su per provare ancora qualcosa prima che l’estate si "porti via" anche questo masso…

venerdì 19 maggio 2017

CHRIS CORNELL

Una di quelle notizie che non ti aspetti e che ti fanno sentire come se un pezzo della tua adolescenza sia stato cancellato per sempre. Non son mai stato un fan del grunge ma bene o male quelli della mia età son passati quasi obbligatoriamente nel turbine dei Nirvana e compagnia bella, ma lui insieme ai Soundgarden (soprattutto) era qualcosa di diverso. Non si potevano listare come gruppo, erano oltre e spesso son stati avanti di anni; il cambio radicale che ha avuto successivamente non mi ha mai preso del tutto, lo vedevo un po' come la sconfitta di un movimento, un genere, a favore dei dollari... purtroppo dopo non c'è un cazzo altrimenti un supergruppo insieme a Dime,  Bonham e Cliff Burton sarebbe da schiattare solo per sentirlo suonare!

martedì 16 maggio 2017

GIRO DELLE CASCATE - VALLE PESIO

Settimana di scarico uguale a tante sgambate con topo! Poi lunedì, bel tempo, poca voglia di lavorare uguale ferie!
Un bel giro, non impegnativo, che avevo fatto diversi anni fa in modo "classico", ovvero partendo dal pian delle Gorre e andando in senso antiorario, mentre ieri ho scelto di partire dal villaggio Ardua aggiungendo un pezzo di asfalto e facendo poi il giro in senso orario, secondo me meno faticoso per le gambe in discesa. L'idea era di provare a correrlo, e in effetti così è stato per la maggior parte, ma purtroppo non ho più ne la gamba ne il fiato e quindi mi son dovuto accontentare; comunque un giro fantastico e straconsigliato in questo periodo dell'anno per vedere tutte le cascate nel loro top!
 

 



 
 

 






venerdì 12 maggio 2017

MOTIVAZIONE

Trovare scuse non è il mio forte, non son mai stato capace di raccontare balle agli altri figuriamoci a me stesso. Però ogni tanto alla sera, dopo il lavoro, quando mi ritrovo in palestra la motivazione che è stata a palla tutto il giorno inizia ad incrinarsi… la voglia di stare all’aperto, la voglia di mettermi sul divano a cazzeggiare, la voglia di far tutt’altro che stare a tirare 2 prese o di appendermi con qualche kilo che mi schiaccia i reni. Ma la maggior parte delle volte, per non dire ogni santa volta che salgo in palestra, alla fine tiro dritto, faccio star zitti i demoni e mi ritrovo dopo qualche ora con una soddisfazione fuori dal comune, e non una soddisfazione materiale ma soprattutto mentale. Perché ho vinto di nuovo io.
Non son mai stato un grande negli sport devo ammetterlo, e l’arrampicata non fa eccezione. Quando giocavo a calcio lo odiavo, poi quegli stramaledetti sport di squadra non mi son mai andati giù perché non sono io che devo sottomettermi alla volontà di qualcun altro ma semmai l’esatto contrario. Allora ho provato la bici… lasciamo perdere, ancora oggi odio i ciclisti come la sveglia al mattino! Allora ho iniziato a correre e andare in palestra, ma non era abbastanza, non vedevo un risultato tangibile, qualcosa a cui ripensare con un sorriso ebete la sera prima di dormire. Ma la montagna quella c’è sempre stata. Prima tanto escursionismo, poi un po’ di alpinismo autodidatta, poi lo sci fuoripista a cercare rogne e alla fine, troppo tardi, l’arrampicata.
Una cosa che ho sempre rimpianto e il non averla conosciuta prima cazzo. A 23-24 anni sei già troppo vecchio, sei già troppo “formato” per poter concludere qualcosa di decente e allora rincorri il tempo per fare in modo di limitare i danni (ma per limitare quei danni ne crei altri che ti si rinfacceranno spudoratamente più avanti, ma non pensiamoci ora…) e allora ci dai dentro, le provi tutte, ma la cosa più dura alla fine non è tanto la fatica fisica ma il tenere alta la motivazione, per tutto il tempo, nonostante tutte le cose che possano capitare e mandando anche a puttane scelte diverse che forse un giorno rimpiangerai. O forse no. A me la motivazione non è mai mancata, neanche un momento, neanche un’ora, forse neanche un minuto. A me piace fottutamente fare fatica, più ne faccio più son felice, a volte senza neanche uno scopo preciso e mi rendo conto spesso senza neanche averne una beneficio tangibile! A me piace alzarmi il mattino presto e andare via col cane, mi manca la corsa ma mi basta un passo spedito e sentire che fatico un po’ per esser felice (correre non posso, peso inutile da portare dietro!); a me piace chiudermi da solo per ore in palestra, crearmi delle schede pesanti, tanto, e portarle avanti; a me piace attaccarmi al muro e provarci finché riesco, col nastro che mi tiene insieme e la pelle che si spacca. Ti dicono che devi sentire il tuo corpo in allenamento? OK, il mio corpo mi ha sempre o quasi detto di continuare, o forse era la mia testa a parlare per lui, ma raramente mi son fermato a pensare alle conseguenze. Non ho mai capito e non capirò mai lo spreco di avere un fisico sano e buttarlo alle ortiche mangiando di merda, stando ore a fare un cazzo, non ho mai capito le lamentele di chi ti dice che non ha tempo, perché il tempo lo si trova sempre. Non è il tempo che ti manca, è la motivazione che non hai! E allora non lamentarti, quantomeno con me. Conosco gente che il tempo lo trova anche in mezzo a mille impegni e fa il 110%, quindi non cagarmi il cazzo inutilmente facendo perdere tempo a me. La fatica fisica è la cosa più bella che esista, potrei anche sbilanciarmi a dire un’eresia del tipo che è molto meglio dell’attività intellettuale per migliaia di motivi, ma non l’ho detto… la bilancia ogni mattino, la ghisa tutte le sere, controllare tutto quello che ingurgiti, non per un singolo fine quale può esser nel mio caso l’arrampicata ma per sentirsi vivi davvero!
Uno sfogo come un altro, senza un fine particolare e assolutamente contro nessuno di mia conoscenza, lo sfogo del venerdì ecco. Perché troppo spesso adagiarsi e più facile che combattere e per me non ha senso, uno spreco senza senso che vedo sovente e che mi fa incazzare come una bestia. Son sicuro che la motivazione non calerà mai, e non parlo di arrampicata, ma la ralla di portare il limite sempre un po’ oltre, mi piacerebbe davvero provare prima o poi uno sport di endurance di quelli coi controcoglioni per vedere fin dove sarei capace di andare, chissà prima o poi magari mi ci butto.
 

lunedì 8 maggio 2017

POSSESSIONE

Parlare di ossessione credo sia un tantinello riduttivo in questo caso… per me ormai Il Mostro sta diventando una piacevole maledizione che mi porto dentro ormai dal 24 aprile dello scorso anno (già il ricordare una data in modo così preciso potrebbe essere un sintomo preoccupante, ma diciamo che instagram mi ha dato una mano). Primavera e autunno non ho altro in testa, non mi viene da provare nient’altro che non sia quel blocco e anche se ogni tanto mi attacco a qualche progetto qua e là non riesco a farmi prender bene in nessun caso! L’unica altra volta che mi è capitata una cosa del genere è stata con You al pian della casa, in quel caso l’ho spuntata io e anche stavolta andrà nello stesso modo.
E così anche ieri siamo saliti su, Elena da parte sua con una vagonata di pazienza fuori dal comune (non so come faccia ancora a sopportare di vedere quel cazzo di blocco) e io purtroppo con un misto di rassegnazione frullata a ralla di provare e trovare un modo per passare quell’allungo di merda… e allora giù la corda, tutto ripulito e segnato, si riparte. Come al solito il mio unico stop resta lì in alto ad andare al verticale e anche ieri non è andata diversamente; ad un certo punto però mi si è accesa una lampadina, una di quelle che ti illuminano a giorno una scatola cranica vuota perché tante, moltissime volte Elena mi aveva detto di provare in quel modo e io niente, e sticazzi funziona! Finalmente dopo un anno ho visto la luce in fondo al tunnel della dipendenza, una speranza. Alla fine ho risparmiato la pelle e la forza in attesa di tornare su in settimana per provare a morte e se passerò… ok non dico niente.
Sabato invece piacevole relax, certo un paio d’ore di moonboard in mezzo le ho ficcate, ma per il resto tanto svacco. E mi son ritrovato a vedere dopo un botto di tempo quello che per me resta il miglior video di boulder di sempre, Pilgrimage, un mix di spiritualità mordi e fuggi di cui onestamente non mi frega poi tanto ma in un pomeriggio rilassante contribuisce allo svacco e di passaggi uno più bello dell’altro e soprattutto nessuna pippa mentale numerica. E poi ho davvero tanti ricordi legati a quel DVD, come quando si partiva con funsu a far blocchi con il lettore piantato sul cruscotto della macchina (altro che smartphone!) e Sharma in sottofondo autostradale che faceva a nastro The middle way, The goan corner o la stupenda Full moon. Ed era dura rendersi conto di quanto pippe eravamo una volta che toccava a noi far sul serio sulla roccia… non so quante volte l’abbia visto, macinato insieme a Dosage 1. Qui sotto la bellissima salita di Alizée Dufraisse del blocco simbolo di Hampi, tecnicamente come sempre impeccabile anche se vedere Sharmone che lancia da una merda all’altra con i piedi svolazzanti non ha prezzo!

giovedì 4 maggio 2017

PRIMAVERA DI MERDA

Che dire, una primavera folgorante… continua il meteo di merda, e sembra che anche a medio termine non accenni a migliorare quindi l’unica cosa che resta da fare è allenarsi, moonboard, pan gullich, trave, TRX. E io che speravo finalmente di tornare un po’ in quota, a sciare forse…
Il weekend scorso son riuscito tra una tendinite e l’altra a tornare in Ellero incuriosito dalla nuova linea al Gigiat. Arrivo su presto, mi scaldo e naturalmente a quell’ora non c’è nessuno; col primo sole che scalda mi attacco alla linea centrale, quella che credevo fosse stata liberata, e subito prendo gran legnate sui denti! In alto è un bel passaggio, non duro (sarà sul 7A o giù di li) ma piacevolmente scalabile: per capirci è quello che parte con le 2 liste in accoppio che si usano anche sulla parte finale di Paradigma, quando tocca alzarsi il piede in bocca per continuare sulla fessurina. Ma sotto è davvero oltre… non ci son piedi, quantomeno nel posto giusto, e oltre ad un verticale (inutile) non c’è altro se non una limetta a spezzare il movimento per più di un metro e mezzo! Provo e riprovo ma niente, mi dico che forse anzi sicuramente per me è oltre, quindi lascio perdere e vado a beccare Funsu da Petra. Li provo un po’ la sit sul passo di Sergio, liberata da Ale Penna qualche anno fa, e a parte il primo movimento il resto riesco a metterlo insieme, ma onestamente la testa è restata al Gigiat; Funsu da parte sua ci mette l’anima sull’Assedio e alla fine fa anche un bel giro, grandissimo lui che ci sta credendo nel modo giusto, quel passaggio per me merita davvero anzi credo onestamente che sia una delle linee migliori in circolazione e non solo in Ellero! Le condizioni erano eccellenti, ho sofferto il freddo ma la colla era assicurata. A sera facciamo ancora un giro su al Gigiat per capire poi che in realtà la linea liberata non era quella che immaginavo ma tutta a sinistra per poi riprendere in alto il 7A di cui sopra… ci resto male anche se da una parte un po’ mi rincuora il fatto di non aver alzato il culo da terra, resta comunque da fare per chi ha un livello davvero oltre, mentre l’altra liberata, pur avendo sicuramente dei bei movimenti non m’interessa, quindi neanche mi ci attacco.
Per il resto tanto moonboard, ieri ci son rimasto per quasi 4 ore e ora come ora son a pezzi ma mi ci sto divertendo come un matto, non riesco a stancarmi di quell’aggeggio, adesso vorrei solamente cambiare setup. E quando cala un po’ la motivazione mi faccio girare qualche storiella su instagram di Patxi Usobiaga e mi risale la ralla: the machine!

mercoledì 26 aprile 2017

ANNOT

In linea di massima credo che l’arrampicata ad Annot la si ami o la si odi, nel mio caso con capitate entrambe le cose quasi contemporaneamente. Ma se devo esser sincero, oggi che son tornato alla routine quel posto mi manca parecchio…
Sapevamo di prendere bastoni, per il tipo di arrampicata a cui non siamo del tutto abituati, ma non così tanti e così importanti, ma fa bene allo spirito perché abbassi le orecchie e ridimensioni un po’ quello che credi di esser in grado di fare. Ridimensioni anche la tua visione dei gradi boulder e capisci che spesso e volentieri si farlocca un po’ troppo, e allora sì Annot è necessaria per ristabilire un po’ d’ordine; onestamente ho trovato anche disomogeneità là, perché se paragono “Frout Frout” fatto un po’ di tempo fa, sulla carta dato tra il 7C e l’8A, a passi come “Esprit minéral”, “Sa mère en short” o altri trovo che ci sia qualcosa che non funziona… ma in linea di massima son duri, tanto, e gradati stretti, come si deve.
In ogni caso venerdì dopo un po’ di coda siamo arrivati al campeggio (consigliatissimo! Gli chalet credo siano la sistemazione ideale per chi come noi non ha più voglia di patire in tenda e vuol autogestirsi) e il meteo è il migliore pensabile: cielo limpido, temperatura piuttosto bassa e un po’ di vento ad aggiustare il tutto. Il mattino dopo ci fiondiamo come bambini in un parco giochi (perché di questo si tratta in realtà) nel primo settore da visitare, place des Cardeurs consigliatomi da Gian e Sergio l’ultima volta per il fatto che ci son sia passi facili che duri, quindi da soddisfare tutti; la guida scaricabile da internet è millimetrica per gli accessi un po’ meno comprensibile per le linee che invece son da trovare e capire, piacerà meno a qualcuno a me onestamente non dispiace molto perché ti lascia quel gusto di esplorazione che troppo spesso manca. L’idea era provare “président Evil” e “la mort suspendue” ma il sole si fa subito sentire, il settore è in basso e poco ventilato, quindi facciamo qualche classico (su tutti i bellissimi “Swatch” e il blocco 380 sit) per poi spostarci in alto al mitico settore di Paf le chien. Qui credo ci siano le linee migliori, o quantomeno a me è quello che più piace, e inoltre è ventilato e ombroso il che non guasta su sti piattoni; faccio flash “Psylo addict”, forse un po’ più facile o forse m’è andata bene, comunque divertente su un fungo stranissimo nel classico stile del posto, e prendo bastoni su “Vegetal spirit”. Anche Elena ci prova ma il morale è basso, le uscite son a volte alte e spesso e volentieri son tabule rase dove l’unica cosa che ti salva son i tricipiti… mi butto su “Esprit minéral”, in quel cazzo di buco 2 dita non entrano e in più parti steso come un calzino, devo trovare un soluzione… no problem, il mignolo mi torna utile, ma il passo è comunque duro come pochi… 7A+… altro giro altra corsa, “Sa mère en short” mi è  subito piaciuto quando me l’avevano fatto vedere un paio di settimane fa e quindi decido di provarci. Un bel po’ per trovare la methode migliore e 2 giorni per arrivare al bordo, ma il blocco resta da fare; incomprensibile, sit è un 7B ma credo di aver fatto alcuni “8A” ben più facili, da sotto niente di che perché si tratta di un lancio ad una presa buona ma da li devi tirarti il piede sinistro in bocca e ristabilirti su una bancata sfuggente ad una merda svasa lontanissima! Forse per i palestrari sarà più facile, per me sull’orlo dell’impossibile… orecchie basse e si torna allo chalet, un giorno andato, fisico a pezzi e pelle fine come cartavelina.
Il mattino dopo nuovamente meteo fantastico, si decide di salire subito al settore Madness a scaldare un po’ le ossa. Niente da dire, posto bellissimo per il medio facile, luce straordinaria, la volta scorsa mi ero portato a casa “l’ex grosse lunule sit” e il bellissimo “les évadés”, questa volta faccio il facile ma alto “Bacalauréat”, straorinario, e lo strano “Tronc commun” più altri nel genere. Elena da parte sua prova un po’ “L’ex grosse lunule” ma niente, non è proprio il suo stile (in effetti allenarsi al moonboard per poi venire qui in vacanza non è proprio da premi nobel…)…sale il caldo e decidiamo di andare nuovamente al settore Paf le chien dove incontriamo dei ragazzi di Cuneo e dopo poco arriva anche Alex Chabod… sticaxxi, livello! E li niente, mi prendo di nuovo a testate coi soliti, soprattutto “Sa mère…” che ormai odio senza senso! Di nuovo orecchie basse, morale pure, si torna al campeggio…
Giorno 3: idem con patate, ma fa freddo e il tempo è grigio, meteo ideale per la Crète… a parte scherzi si voleva comunque tornare per 2 motivi: primo perché Elena li ha il suo progettino del viaggio, “Le toit du cul du loup”, fatto qualche annetto fa e davvero straordinario ed estetico come pochi, secondo perché venire ad Annot e non passare di qui è una bestemmia tanto è bello sto posto. Ci si scalda in relax, tra gli altri ho rifatto “Le toit…” sit e “Pates a la daube” entrambi da 5 stelle davvero, dopodiché Elena si scontra con la dura arenaria… niente di fatto, purtroppo resta un progetto ma ha fatto comunque bene a crederci fino alla fine! Scendendo m’innamoro di una linea magnifica nel bosco, “La saison des castagnes”, ma l’apertura iniziale richiede un qualche strumento di tortura per allungare le braccia… voglio comunque tornarci, si sa mai che cresco ancora nel frattempo; mi dedico quindi a “Roswell”, un 7B duro come pochi, ma m’incazzo finché basta e passo! Bello, davvero una linea fantastica e tutta da scalare, quando son in cima ho voglia di prenderlo a testate, ma ora mi rendo conto di aver fatto proprio un passaggio da paura, certo non vieni qui per far grado, meglio altri posti, ma se il tuo obiettivo è scalare dei blocchi goduriosi senza dubbio resta una delle scelte migliori. Si scende alla Ruine, altro settore visitato anni fa: onestamente non mi fa impazzire ma ricordo che i passaggi fatti, tra tutti “L’appat du gain”, il blocco 430 e “les couloirs du bruit”, mi eran piaciuti davvero; un po’ di svacco e indovinate? Scendiamo da Paf le chien! Son devastato, alla frutta, ho scalato 3 giorni da mattino a sera senza sosta ma ci provo comunque, si torna da “Sa mère…”: alla fine raggiungo la presa in alto ma non la fermo e tra l’altro mi faccio pure male ad un dito, segno del divino, lasciamo perdere prima di peggiorare le cose. È andata bene tutto sommato, son arrivato amando il posto, al secondo giorno lo odiavo ma son tornato a casa con una gran voglia di tornarci! Il quarto giorno, nonostante il sole, decidiamo di lasciare perdere: io son a pezzi e il dito mi fa male, Elena non ne vuole sapere minimamente, a lei è restato l’odio, quindi si carica tutto e ci si mette in viaggio.
E alla fine si, Annot la amo. Non è semplice spirito masochista, non è che mi piaccia in modo particolare trovare solo e sempre lungo, ma mi piace arrampicare e non voglio adeguarmi allo spirito del “arriva-stampa-scappa” ma godere il passaggio in tutto e per tutto. E un ambiente fantastico, rilassante, dove far blocchi ha ancora un significato completo e diverso da quello a cui purtroppo mi son abituato in questi anni e forse si è perso anche un po’ il senso di sudare un grado vero che alla fine però ti fa sentire soddisfatto al 100%.

Un giorno tutto questo sarà tuo...

Riscaldamento al settore Madness


Ma questo che cazzo fa?...


Continuo a non capire...

Roswell


Psylo addict


Ambiance

La crete


Pates à la daube

Sequenza centrale su le toit du cul du loup