martedì 12 dicembre 2017

CHIRONICO TOCCATA E FUGA

E anche Chironico è andato. E come nella migliore delle tradizioni (nostre) tra le tante sfighe questa volta c’è stato il meteo, ma comunque noi non molliamo mai e siamo riusciti lo stesso a sfondarci per bene sulla roccia. Primo giorno a Cresciano, in realtà una mezza giornata ad arrampicare sotto scrosci di pioggia ghiacciata (alla faccia di chi dice che ci lamentiamo sempre) con Gian a provare “Arcadia”, anche se farlo in quelle condizioni sarebbe stato ben oltre: passaggio e roccia davvero super. Nel mentre Giorgia alla luce della frontale metteva qualche bel tentativo su “Frank Wild Years”, una linea certo non tra le più belle ma con movimenti interessanti, e anche lì farla in quelle condizioni sarebbe stato decisamente molto oltre… nel mentre arriva la solita notizia delle sfiga supplementare sull’alloggio, che fortunatamente poi si è risolta in un niente ma per un attimo abbiamo temuto il peggio: senza riscaldamento e acqua calda! Il che col freddo allucinante che ci siamo beccati lungo il giorno sarebbe stato il colpo di grazia, forse la Svizzera avrebbe dovuto far a meno di me per sempre perché non avrei retto all’ennesima sfortuna firmata Chironico…
 
Giorno 2: previsioni bellissime, al mattino ci svegliamo e nevica segno che comunque anche il meteo svizzero sbaglia, o magari risente solo della vicinanza italiana! In ogni caso alle 10 smette e con poco coraggio ci avviamo ai massi e a sorpresa tutto è asciutto anzi non solo, tutto è in condizioni eccellenti: “Freak brothers” mi aspetta! Riscaldo veloce e via a ricordare i singoli, nel frattempo 2 anni son passati quindi potrei anche darmelo nuovamente flash, la logica non fa una piega e se qualcuno la usa un motivo ci sarà. A parte le cazzate mi ci rimetto e stavolta i problemi si amplificano, provo comunque con la methode classica (punta, no tallone) perché le chances di farlo eventualmente son maggiori, anche se una congiunzione astrale sarebbe il top. Con Giorgia buttiamo qualche tentativo, alcuni anche decenti, ma niente di fatto se non una gran botta di freddo, cosa che comunque andrà anche aumentando esponenzialmente durante il giorno… niente, si passa ad altro anche se di mio non ho altri progetti, o comunque sinceramente son venuto qui per questo blocco e non ho più grinta per passare ad altro. Ritorno alla macchina nuovamente alla luce delle frontali e il giorno dopo si riparte di buon’ora, senza alcuna speranza di poter toccar roccia dato che il meteo di merda incombe. Che dire: ci abbiamo provato, no remorse. Comunque la compagnia è stata il top davvero e da questo punto di vista tutto è andato al meglio, non possiamo davvero lamentarci di nulla, anzi sinceramente sarei rimasto su ancora un paio di settimane potendo scegliere.

Per il resto: Moonboard Masters! L’Evento, con una formula di gara perfetta e magari da applicare anche ad altre competizioni, con 10 garisti e non tra i migliori climber al mondo. L’ho vista praticamente già 3 volte, l’ultima ancora ieri in pausa pranzo e: 1) le nuove prese in legno le adoroooooo 2) Megos è il cazzone da battere al momento (e se facesse gare seriamente probabilmente si divertirebbe meno ma farebbe il culo a quadri a tutti). Bei blocchi, non c’è stata proprio storia tra gli uomini un pelo di più ma neanche troppa tra le donne, il team Megos/Hayes ha arrampicato alla grande mentre non capito se il Woods della gara fosse una controfigura di quello vero (peccato perché la Condie è stata super e soprattutto ha avuto grinta da vendere). Un gran bell’evento promozionale prima di tutto e divertente immagino per chi l’ha fatto, sicuramente per chi l’ha visto. Altre 2 parole in merito a Megos: le strizza come se non ci fosse un domani, sempre, e quando vuole si prende pure la libertà di sfottere potendolo fare (l’ultimo blocco l’ha passeggiato e pannellato, senza piedi…), arrampica in modo perfetto con una tensione del corpo invidiabile e un dinamismo che forse solo Ondra ha e soprattutto si diverte e fa divertire. Un nuovo status di climber?
 
 

 
Giorgia tenta Freak...

Sempre Giorgia, questa volta su Dr. Pinch


Io mi allungo inutilmente su Freak...

E poi prima Giorgia


e poi Gian tentano la bellissima linea di Tomahawk 




Sempre Giorgia, questa volta provando alla luce della frontale Frank Wild Years
 

lunedì 4 dicembre 2017

NA NA NA NA NA

Quando ti alzi dal letto (svegliarsi è un parolone, soprattutto in queste 2 ultime nottate…) e la prima canzone che ti viene in mente e che naturalmente non riesci a toglierti dalla testa è “na na na na na” dei Kaiser Chiefs c’è qualcosa che non quadra… earworm si chiama il “problema”, a me capita spesso di avere questo baco nella testa, dovrò preoccuparmi?
Comunque al di là di questo il fine settimana mi ha portato consiglio: la plastica è molto più divertente della roccia. Punto. Son arrivato a questo assunto dopo un weekend insano a base di neve, freddo e plastica e delle tre salvo solo l’ultima. La neve: l’inutilità totale, se una volta andavo matto per il freddo, l’inverno, la merda bianca ora la trovo non solo fine a se stessa ma piuttosto fastidiosa. Spalare, sbattersi, immerdarsi, cosa ci sia di bello non so, resto dell’idea che una temperatura costante di 20-25 gradi tendenzialmente secchi con una precipitazione abbondante al mese possa essere il mio paradiso, altro che 72 vergini di cui onestamente non saprei che farmene. Facciamo così: io scelgo un paradiso fatto di blocchi farlocchi, temperature miti e qualche altra cosa di cui non si può parlare qui e le mie 72 vergini le lascio da spartire a chi ha abbastanza pazienza da dedicarci tempo! ma torniamo alla plastica. Sabato: colazione, svacco, un paio d’ore di moonboard tanto per attivare le braccine alla spalatura del cortile, pranzo e altre quasi 4 ore sempre al moonboard. Di testa avrei continuato ma il vaffanculo è partito in automatico dalle dita. Con la ferma convinzione che avrei potuto fare di meglio, guardo il santino di Patxi Usobiaga (che tutti dovrebbero avere nel portafogli o attaccato al trave) e inizio a prendere accordi per la domenica, naturalmente per una bella palestrata. Si ok magari fuori con un po’ di spirito di sacrificio si sarebbe potuto andare ma ho quasi 40 anni, chi me lo fa fare sinceramente? Davanti ho 2 bivi: il primo mi dice caldo, asciutto, musica, svacco e blocchi nuovi, il secondo… ok andiamo in palestra! Quindi tasto repeat: sveglia, colazione, svacco, passeggiata con topo sulla merda bianca, pranzo della domenica classico di ogni famiglia italiana, ovvero alle 11 con una mozzarella e via con Giorgia e Gian direzione Escape a Collegno. Che divertimento ragazzi! Ok le dita e le braccia ancora mi mandavano a fare in culo per il giorno prima, ma che blocchi! Nella testa dopo 3 ore continuava a girarmi il ritornello “ascolta il tuo corpo” (il mio earworm di ieri), ma stoicamente avanti, fino a che onestamente non ce la facevo davvero più. Basta. Ma comunque la plastica è davvero meglio della roccia, non c’è storia. Na na na na na!
 
 

giovedì 30 novembre 2017

BENE... MA NON BENISSIMO!

E alla fine ieri siamo tornati sul luogo del delitto… nonostante la giornata fosse iniziata nel peggior modo possibile o quasi e alle 7 di mattina bestemmiassi già in aramaico antico, nonostante poi il meteo sembrasse una vera merda alla fine con Gian abbiamo deciso comunque di provare a salire da the Legend a dare un’occhiata. Beh il meteo era splendido, almeno quello ci ha aiutati, ma le condizioni erano le peggiori trovate finora! E io continuo ad incazzarmi perché il primo giorno era andato alla grandissima e poi… il nulla assoluto. Non riesco più a gestire l’ultima parte del traverso, non riesco più a sentire le prese e ora mi ha pure distrutto una spalla e il polso sinistro mi fa un male porco anche solo a scrivere al PC!
Domenica le condizioni erano comunque migliori, anzi direi quasi perfette, ma per me non c’è stata storia ugualmente, mentre Gian ha preso confidenza col passaggio e ieri, umidazza a parte, ha fatto degli ottimi tentativi, son certo che se l’aderenza fosse stata quella giusta il passaggio l’avrebbe già chiuso. Il problema ad ora resta la ribalta finale! La diretta alla fine del traverso in placca è bella intensa, anzi dopo tutto il traverso direi stronza proprio, mentre continuare sullo spigolo dietro non è così duro ma sicuramente in estetica perde qualcosa. Gian credo abbia trovato alla fine il giusto compromesso, al quale mi associo sicuramente: continuare sullo spigolo per un paio di metri, forse neanche, e poi ribaltarsi sulla placca per la parte finale. In ogni caso una linea fantastica e motivante il giusto, peccato che ora come ora sia piantato e la nevicata in arrivo il weekend certo non aiuterà…
Ci concentriamo invece su Chironico ora, in partenza con Elena, Giorgia (almeno qualcuno ci farà vedere come si chiudono i passaggi!) e Gian, non vedo l’ora di tornare su a limarmi la pelle su quella roccia fantastica e in ottima compagnia!




martedì 21 novembre 2017

COL FRENO A MANO...

Tra un acciacco e l’altro ho ricominciato ad allenarmi al muro e ad arrampicare. E sinceramente non sta andando malaccio… mercoledì scorso ho deciso finalmente di andare a vedere la bellissima linea di “the legend” ai Ciciu, liberata anni fa da Matteo Gambaro e sinceramente una delle poche che mi attizzano davvero in quel posto. Una linea logica, bella e con finale al pepe, di resistenza pura e con caduta tutto sommato ottima. Dopo una bella opera di carpenteria e pulizia e dopo averne tastato un po’ le prese alla fine son riuscito a fare tutto il traverso, naturalmente senza uscita perché mi sembrava un tantino esagerato da fare da solo… sabato siamo tornati e chiaramente come un babbo mi son rimesso a provarla al mattino, per capire solo alla fine che invece il pomeriggio è l’ideale perché va in ombra! E infatti i tenta migliori li ho messi quando ormai non sentivo neanche più gli avambracci dal dolore, bella la ghisa soprattutto per noi boulderisti del cazzo. Comunque ho spazzolato anche l’uscita e l’ho fatta, giusto per capire che: 1) non è difficile 2) da quella placca è meglio non cadere se vuoi andare a festeggiare e non al pronto soccorso… ora mi tocca tornare per completarlo, spero, sicuramente in compagnia perché da solo sinceramente non me la sento. Il blocco è lì, ora è pulito e aspetterà il momento giusto, io non ho fretta.
Per il resto poche altre news e nessuna davvero interessante. Mi son rimesso a camminare un po’ in montagna in attesa di essere operativo al 100% e il giramento di palle è direttamente proporzionale allo svacco: da un lato non mi dispiace ogni tanto svarionare, dall’altra non essere a posto in questo periodo dell’anno, godurioso/fresco/aderenzoso, mi fa stare ancora peggio perché mi son allenato un botto per arrivare in questo momento con le condizioni giuste e mi sembra di aver buttato tutto alle ortiche. Ma è perché io son testa di cazzo, non ho pazienza e non so aspettare, per cui mi creo problemi quando in realtà non ce ne sarebbero, l’importante alla fine è riuscire comunque a far qualcosa, non sarò al top in questo periodo ma ho tempo per tornarci e soprattutto parecchia voglia. Come sempre.

martedì 14 novembre 2017

PICCOLE SODDISFAZIONI

Una settimana. Tanto mi è bastato per sentirmi male davvero lontano dal tirare prese… dopo un’intera settimana a riposo, lato fisico sicuramente ma devastante a livello mentale, ieri sera son tornato nella mia piccola stanza degli orrori e dopo un riscaldamento infinito, con quasi una lacrimuccia agli occhi, son tornato a far moonboard, forse l’invenzione più utile del mondo dopo la ruota. O anche meglio della ruota stessa. Una settimana di antinfiammatori, creme e pastiglie varie, forse poco rispetto a quanto mi era stato ordinato, ma davvero non ce la facevo più, quindi con molta calma e senza voler strafare ho ricominciato nel modo più pacato e statico possibile a far muro e un po’ di train a secco. Avete presente quella fantastica sensazione di aver “lavorato”, di sentire il fisico che è incriccato, di avere i muscoli distrutti, quella bellissima sensazione che avevo ieri sera e che mi sto godendo ancora adesso. La pelle delle dita che fa male, il secco della magnesite… non lo so davvero come si possa fare a starne lontano per tanto, troppo tempo, non riuscirei mai e non voglio neanche pensarci, ho ricominciato e ora son davvero rilassato. E anche la testa ringrazia.
E con molta calma da domani si ricomincia anche fuori con un nuovo progetto che ho in mente da st’estate. E che in questo momento può andare bene perché non è un blocco di potenza, cosa da evitare, ma un bel traverso estenuante e di resistenza, per ora devo limitarmi a questo. Anche stavolta il “Mostro” ha lasciato il segno direi… la stagione è terminata prima del previsto (e per fortuna), quest’anno ho provato, ci son quasi riuscito, ma con quel quasi non ho portato a casa la sit purtroppo ma solamente un infortunio, in un modo stupido e per colpa mia. Ultimamente ho sottovalutato troppo il riscaldamento e son stato bastonato, punto. Ma ora si riparte, con un bel weekend lungo a Chironico tra non molto che già mi fa prudere le mani e la previsione di un bell’allenamento intenso da gennaio che quest’anno voglio metter giù seriamente e senza compromessi. L’importante è avere sempre un obiettivo!

 

mercoledì 8 novembre 2017

SBAGLIANDO NON S'IMPARA

E niente, eravamo rimasti che ero rincoglionito ed in effetti ora sono fermo, fermo davvero e del tutto e mi mangio le mani. Onestamente non capisco che sia capitato, non so se uno strappo muscolare o un’infiammazione articolare, ma un dolore acuto al pettorale sinistro mi ha messo del tutto KO, prima fisicamente e poi psicologicamente…ho provato ad andarci con calma, sabato non ho quasi del tutto arrampicato e domenica son stato a riposo, ma quando lunedì ho provato a far qualcosa è tornato fuori sto dolore del cazzo che mi ha costretto a tirare i remi in barca e mettermi il cuore in pace per un periodo che spero esser non troppo lungo. Ho una voglia di arrampicare senza senso e sembra che intorno a me tutto stia facendo il possibile per farmi salire la ralla ancora di più… avrei voglia di farmi un giorno intero in palestra e sfondarmi all’inverosimile e poi tornare a casa e farmi ancora un po’ di PG e poi il giorno dopo ricominciare al moonboard. Credo di avere un problema. Avete presente la scena di Fight Club, di Bob e delle sue enormi tette, ecco quello più o meno potrebbe essere un circolo di recupero giusto per me… e intanto fuori nevica e piove, per fortuna certo, ma in queste giornate dove l’unico posto dove dovresti e potresti essere è una sana palestra di arrampicata a sniffare la magnesite, che per me è un po’ come il napalm al mattino per il colonnello Kilgore, la smania non fa che aumentare. Drogato di arrampicata, di movimento, del fare, ogni minuto che sto fermo mi sento un grammo in più sovrappeso… credo che quando potrò riprendere del tutto mi farò una scheda devastante perché io dico sempre che sbagliando s’impara, peccato che io non mi sia mai sbagliato!

venerdì 3 novembre 2017

MOONBOARD E RESISTENZA


Se ti fai male ma sei tendenzialmente rincoglionito (come nel mio caso) e quindi non puoi proprio stare fermo il moonboard può diventare un ottimo attrezzo per allenare una tantum la forza resistenza in diversi modi. Se da un lato è interessantissimo tracciare blocchi medio-facili per il proprio livello e farne ripetizioni di 5 diversi (1 tentativo massimo) con un riposo tra l’uno e l’altro di circa 1 minuto, il tutto ripetuto per 4 volte con intervalli chiaramente più lunghi tra le serie, dall’altra non è male anche circuitare su un pannello che comunque non consente grossi recuperi.
Più o meno l’ho sempre fatto nei periodi in cui volevo aumentare un po’ la ghisa oppure, come adesso, in cui fare forza pura non è possibile per infortuni vari e mi è tornato in mente poco tempo fa facendo quelli bellissimi postati su instagram da Jollypower. Non ho mai voluto per scelta crearmi dei blocchi exnovo, ho preso il moonboard proprio perché sia allenante e per sfondarmi su blocchi che magari non mi son congeniali quindi l’idea di mettermi li, creare un boulder e postarlo proprio non mi è mai passata per il cranio, ma dato che nel tempo ho fatto dei circuiti medio-lunghi anche carini (ogni scarrafone…) ho deciso alla fine di iniziare a metterne qualcuno online, potrebbe esser anche carino iniziare a crearne diversi e raccoglierli. Un modo in più per sfruttare un bellissimo attrezzo qual è il moonboard credo!
Oggi posto quello fatto ieri sera, non duro e senza movimenti particolarmente boulderosi (per quanto possibile su questo muro!), non do gradi e non m’interessano, l’unico scopo è allenarsi a muerte e se possibile anche divertirsi! Piedi liberi, la mano sinistra va sulle pari e non si accoppia mai tranne che sullo start e sul top, le prese da utilizzare son quelle sopra ai numeri. Good climb!


lunedì 30 ottobre 2017

PIANO PIANO...

Stop forzato di qualche giorno patito più dello stesso sovrallenamento, cazzo, il weekend proprio non ce l’ho fatta e alla fine ho rimesso mano alla roccia, anche se con molta calma. Dal punto di vista meteo questo periodo è stranissimo (e pure schifoso) ma per l’arrampicata è il massimo che si possa desiderare: temperature finora per niente basse ma tassi di umidità a livelli invernali, un mix esplosivo e fighissimo. Poi che moriremo tutti estinti dalla siccità quello è un altro discorso…
Sabato da Isengard, un settore sopra S. Giacomo snobbato parecchio ma con passi che sul medio facile non hanno uguali: roccia figa, dita e posto super svacco! Ho girato su roba molto facile ed Elena ha ripreso un po’ pure lei, rifatti i soliti e provato a dare un’occhiata a Barbablù dopo la rottura della presa chiave, secondo me col livello giusto si può rifare! Da tornarci per un paio di blocchi intravisti e con potenziale esagerato. Ieri invece ho deciso di tornare dal Mostro, sballato dall’ora nuova e dal caldo fuori norma per il periodo, ma con condizioni tutto sommato buone: di nuovo tentativi da sit favolosi, stavolta quasi al bordo, l’ho detto ieri se stampo sto blocco resto ubriaco per una settimana! Nel pomeriggio invece ho raggiunto Ale Penna e Andre che come al solito si stavano dando da fare su roba nuova che noi umani non riusciamo neanche ad immaginare, non tanto scalarle quelle linee ma proprio intravederle sotto strati di muschio dove altri non andrebbero neanche a cercare. Anche questo è livello! Tra l’altro entrambi reduci da prestazioni assolute, Ale che da poco ha fatto la prima ripetizione di Big Fish e Andre che giusto il giorno prima è riuscito sulla mitica Raul, entrambe a firma di Core (non pinco pallo per capirci…) ed entrambe in attesa da anni di qualcuno che avesse il livello per ripeterle. Complimenti matoti, altro pianeta. Ma tornando a ieri, nuove linee in un settore vecchio/nuovo che sembra di esser a Brione, avvicinamento zero e blocchi superfighi; arrivo e stanno pulendo un muro verticale alto, ma tanto alto, in mezzo a due case e tra una risata e l’altra nasce Tetano, un blocco a detta loro non estremo ma ragazzi che linea! Nel frattempo salgo dallo Spettro per scoprire che è improvabile e quindi ridiscendo da loro che mi fanno vedere qualche linea appena nata. M’innamoro subito di quella di Ale, Angelo, anche se son tutte una più bella dell’altra, io ne avrei per qualche inverno qui, loro ne fanno in sequenza; mi attacco da sopra e trovo una delle 3 methodes fattibili ed inizio a provarla con Andre e poco prima del sangue alle dita (è aggressiva, parecchio!) riesco a stamparla, rischiando anche il collo. Cazzo che bella! Da scalare fino alla fine, con un inizio atletico ed un finale a sorpresa, in 3 facciamo 3 methodes diverse ma con lo stesso risultato, un bella linea dedicata ad Angelo Siri scomparso da poco quindi doppiamente di soddisfazione. E niente, per me la giornata finisce qui, non voglio andare oltre anche se la voglia ci sarebbe pure, saluto la truppa e con topo torno a casa, un altro super fine settimana anche se non al 100% come salute ma con la ralla di sempre!

martedì 24 ottobre 2017

CI RISIAMO

L’aspettavo da tempo e finalmente è arrivato: il sovrallenamento! Finalmente cazzo, dopo tanto tempo e tanto sfondarmi al muro son riuscito a tornare a non dormire, ad aver male ad ogni muscolo, a voler uccidere ogni persona intorno a me, non riuscivo sinceramente più a starne senza… già da qualche giorno avevo qualche dubbio, rafforzato dalla conferma di Giova (che ne sa) che i sintomi c’erano tutti ed in effetti dopo un weekend disastroso ieri pomeriggio mi son dato dei bei colpi di coglione.
Per fare un sunto della situazione: da circa 10 giorni ho iniziato a dormire male, primo sintomo oltre a parecchi altri, ma con l’enorme testa di cazzo che mi ritrovo non ho neanche pensato a fermarmi, anzi, ho spinto ulteriormente sull’acceleratore, tirando giù una bella scheda pesante. Poi venerdì ho pensato che l’indomani sarei stato di “sentinella” alle fate quindi non avrei fatto niente e ho messo dentro un’altra sera al moonboard, col risultato che il sabato ero un’ameba; chiaramente la domenica si va ad arrampicare, quindi tutto il giorno senza mollare, e ancor più chiaramente ieri, giornata eccezionale (e via di colpi di coglione…) son salito in Ellero, con risultati però decisamente pessimi… e infine stamattina, dopo l’ennesima notte insonne, ho acceso il cervello e annullato ogni impegno scalatorio della settimana. Che dire, non ho dosato bene le energie, l’alimentazione forse, e ho voluto strafare, ne pago le conseguenze e pace, ma devo fare più attenzione a queste cose.
Da chi si tiene veramente invece gran belle novità. Domenica sera torno a casa e guardo su instagram e lì per lì ho creduto fosse una bufala. Che la Eiter fosse forte non avevo dubbi, ma per stampare un 9b non basta quello, devi essere oltre sotto ogni aspetto, e non un 9b a caso aperto da Antonio Puzzettone (perché mi spiace, ma anche quello fa la differenza, peraltro ad ogni livello di difficoltà) ma da king Ondra himself, un 9b reputato da tanti improponibile (vedi Edu Marin) e portato a casa coi denti da uno come Schubert che ha un palmares da fare invidia. E poi ti arriva lei, piccolina e gracile, e con la mentalità e la forza che solo un campione del suo calibro può avere riesce dove la maggior parte dei maschietti getta la spugna! 9b ragazzi, qualche anno fa un noto climber ma soprattutto scrittore dell’ambiente scalatorio (di cui non farò il nome) mi aveva detto chiaramente che l’8a in falesia era ormai diventato un grado medio e a me si erano rizzati i capelli e afflosciato tutto il resto, ripensandoci ora, brutto a dirsi, non è neanche più medio, non stiamo a discutere dei nostri infimi 7 perché quello è l’entry level, che piaccia o meno. E ripeto, per tanti garisti italiani che spesso, a torto o ragione, si lamentano della situazione della federazione, di come son supportati, ecc… ma che poi invece di far risultati dove dovrebbero scalano su roccia alla facciazza di tutti, questa era una garista che quando scalava mangiava plastica e i risultati a casa li ha portati, ora è “pensionata” e i risultati a casa continua a portarli dove e come le piace veramente. Imparate gente, imparate. E soprattutto, come ho letto su parecchi forum in giro, ricordiamoci che questi son atleti al 110% e come tali ne deriva la fisicità (Usain Bolt infatti è risaputo abbia la panza da birra…), per cui le battute mangiatevele, ignoranti da rifugio che non siete altro, e beatevi dei vostri bellissimi quinti su marcioni, che con questa mentalità giusto quello potete e riuscite a fare!

 


lunedì 23 ottobre 2017

SIETE STATI SPLENDIDI

Siete stati splendidi! Alla fine tutta la giornata di sabato si riassume in questo e i ragazzi della val Tanaro hanno dato davvero il meglio, più di quanto onestamente immaginassi. Non sono un tipo da raduni e chi mi conosce sa che spesso e volentieri son parecchio orso pure ma sabato bisognava esserci, perché la Valdinferno ci ha dato davvero tanto e soprattutto gli organizzatori meritavano di essere supportati al 100% per lo sbattimento infinito che in questi ultimi giorni si son fatti. E tutto è andato al meglio, anzi oltre le aspettative di tutti credo.
Quando al mattino son partito da casa ero davvero dubbioso… nebbia, pioggia dalle parti di Cuneo, tutto era al contrario di come avrebbe dovuto essere e già giravano le palle. Poi come sempre, nella migliore tradizione della valle, da poco sopra Garessio tutto si è aperto in una giornata fantastica oltre ogni aspettativa! E lì mi son trovato davanti l’inaspettato… tutti i sentieri puliti e segnalati, tutti i massi con le basi rimesse a posto e le prese segnate, un’organizzazione che non avrei sinceramente mai creduto avesse potuto fare tanto. Noi ci avevamo provato, ma come giustamente anche Giova mi ha fatto notare il nostro spirito era decisamente più naif, forse troppo, ma erano altri tempi. Sicuro è che noi non saremmo riusciti a fare tanto. La mia postazione era la grotta delle fate e non avrei potuto chiedere di meglio, perché adoro quel posto, adoro quel masso e poter contribuire in quel modo facendo conoscere a mia volta ogni singolo passo di quel blocco per me ha significato davvero molto. Tanta affluenza, tanta gente nuova, tante facce conosciute e magari non riviste da tempo, era un raduno ma anche un’occasione bellissima per stare tra amici, tra gente che condivide davvero una passione, senza limiti di età e soprattutto di grado e senza troppe seghe mentali. E quando alle 17 son sceso al ritrovo mi son entusiasmato a mille: tantissime persone, non credevo e non sapevo essendo recluso (in senso buono) alla grotta, mi erano arrivate voci di 100 iscritti e tanti altri “visitatori” ma davvero non immaginavo una cosa così bella. Le premiazioni, le estrazioni, una birra, tantissime parole con tante persone bellissime… ragazzi ci avete regalato un’emozione, una giornata come poche e vi siete meritati davvero tutti gli applausi di chi è venuto a farvi vedere che alla fine siamo un bel movimento!
La Valdinferno ha riiniziato a vivere, un bel passaggio di testimone credo e un ottimo innalzamento qualitativo, ora ci son tutti i presupposti perché possa diventare un must della provincia, la guida, i blocchi rimessi a posto, nuove linee. E "Dal profondo" che continua a restare lì ad aspettare qualcuno che ci rimetta mano sopra seriamente…

martedì 17 ottobre 2017

NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE (E CHE SOLE!)

Niente di particolare da segnalare in questo autunno che sa molto di primavera avanzata e che credo rimpiangeremo tra non molto… soprattutto blocchi in valle Gesso, soprattutto muro, soprattutto allenamento e per il resto ben poco di interessante. Le condizioni fuori son altalenanti, bene, peggio, meglio, merda, ma so che son io che mi lamento sempre e comunque anche se un paio di settimane fa con aderenza giusta ho finalmente fatto il mio giro migliore sul Mostro, la mia nemesi ormai, partendo sit e arrivando a sto benedetto verticale; ogni tanto mi chiedo che cosa mi spinga ancora a metterci testa, oltre al fatto che sia una linea stupenda, e son arrivato alla conclusione che forse la risposta sta proprio in quel posto che ha un che di magico ma soprattutto in cui ci sto da dio ogni volta che torno, da solo o in compagnia, mi ci costruirei casa cazzo! Però certo è che se riuscissi a farlo sto passaggio non mi dispiacerebbe…
Poi un paio di puntate in Ellero senza troppa decisione ma giusto per ritornare su e capire che con Rastello siamo in una fase di stallo, non ci piacciamo più come un tempo ma forse l’amore tornerà… o forse no, poco male.
E infine il prossimo weekend. L’infernoblocco è alle porte e i ragazzi dell’organizzazione si sono sbattuti all’inverosimile, son davvero curioso di vedere il lavorone fatto e la rivalutazione del bosco magico e spero sinceramente che il meteo sia dalla loro e che arrivino un sacco di partecipanti perché se lo meritano. Valdinferno non è la val di Mello chiaramente, non ha le potenzialità (per dire un posto in zona) della val Gesso e non ne ha neanche la roccia, ma la magia di quel bosco non la trovate da nessun’altra parte, questo è sicuro, e il meeting insieme alla nuova guida di Giova sono un’occasione perfetta per conoscerlo meglio e tornarci più volte! C’ho passato giornate in completa solitudine, nel grigio dell’autunno oppure in mezzo ad una nevicata invernale e ricordo ogni singolo momento come speciale, la grotta delle fate non è un nome buttato lì a caso… e poi l’evento nell’evento, il memorial per Angelo Siri che li ha fatto davvero tanto, in un periodo in cui forse il bouldering non se lo cagava nessuno, tirando fuori delle linee che ancora oggi sono imperdibili (Checkup per dirne una su tutte, un classico con una bellezza da riferimento!). Io sarò alla grotta, questa volta non come climber ma come “testimone”, diciamo così, per certificare chi avrà voglia di metter mano al blocco per eccellenza, Dal profondo, e tentare di farne la prima ripetizione dopo anni dalla libera del colosso Core, se passate di lì un saluto e due ciance mi faranno piacere!

giovedì 28 settembre 2017

FERMENTO

Parecchio fermento in valle Gesso ultimamente, come non potrebbe essere altrimenti data la stagione perfetta e il fatto che sempre di più si sta dimostrando un vero paradiso dei blocchi. Sinceramente, la valle per intero ha poco da invidiare a posti ben più conosciuti in quanto a qualità di linee e roccia e bellezza dei posti, l’unica pecca resta il fatto che generalmente è piuttosto dispersiva quindi o la si conosce perfettamente oppure per chi viene da fuori diventa difficile orientarsi tra i diversi topò e le informazioni che si trovano online ed è comunque un peccato. La speranza è una nuova guida per la valle Gesso lato S.Anna…
Da parte mia settimana scorsa finalmente son riuscito insieme a Gian a dare un’occhiata al famoso Spettro e metterci pure mano sopra. Che dire, la premiata ditta Penna/Tallone non sbaglia un colpo (e parecchi altri sono in canna, grosse novità in arrivo)! Un blocco magnifico su cui uscirebbero parecchie linee di livello ma che loro (giustamente) hanno deciso di valorizzare solo in parte e per quelle più evidenti: quindi lo “Spettro”, un 7C bellissimo sui cui abbiamo passato gran parte della giornata e devo dire che non è andata male, sapendo poi come sono i loro 7C su cui provare a riuscirci in giornata è davvero una rarità, e poi “Team Acciaio”, una linea un po’ diversa dalle solite tritadita, entrambe belle adrenaliniche e aeree ma con cadute direi ottime (e con la possibilità di scendere dall’alto avendo un spit per sostare). Insieme al Mostro sicuramente i must della valle! E poi domenica che causa schiena fuori uso è stata dedicata allo svacco e alla buona compagnia, insieme a Funsu a Sangia Gnus a provare qualcosa di nuovo e rifare parecchie linee vecchie. Sulle facili da segnalare il bellissimo spigolo di 7A su piatte fatto durante il riscaldo, davvero bello da scalare e sinceramente nemmeno troppo facile… rifatto The Dog con due partenze diverse, una più bassa (quella di Cani Sciolti) che aggiunge un pizzico di duro e completa sicuramente, e poi provato Gasolina, ma qui ci sta un discorso a parte. La linea non mi ha mai attratto particolarmente ma non sapendo che provare mi ci sono attaccato ma… non credo tornerò a provarla. Non perché sia particolarmente dura, a parte un movimento tutto il resto è abbastanza fattibile, ma perché proprio non mi piace e credo che la versione short fatta da Paulo (tra l’altro grande lui che l’ha fatta per intero) sia ben più logica e bella della versione integrale. My 2 cents! Resto dell’idea che la Linea del blocco resti The Dog, al di là della difficoltà reale, e quindi complimenti a Funsu che l’ha stampata relax: ora ti tocca Cani Sciolti! Comunque il vero regalo della giornata è stata la spalla fuori uso… quindi schiena, spalla e dito, con questo fantastico tris di sfiga pura ieri ho deciso di fare un po’ di blocchi/non blocchi, roba facile e traversi ma ho sbagliato il posto, mannaggia la miseria! Con topo alla volta del masso GTA, 2 pad e roba sulle spalle a farsi un culo che reputo del tutto inutile. Non avevo mai scalato su questo masso, tranne forse un paio di volte agli inizi, e ieri ho realizzato anche il perché… non mi piace, anzi son sincero, mi fa proprio cagare, non me ne voglia nessuno ma io sono piuttosto secco nei miei gusti e quando arrivi da un’estate al Remondino il palato è abituato a cose… come dire… diverse! Per carità meglio che un pomeriggio in ufficio ma peggio che un pomeriggio al moonboard! E pensare che son stato indeciso tutta la mattina se andare a farmi una bella cima, devo imparare ad ascoltare di più il mio istinto… e niente, ora un paio di sere al muro e poi il weekend si stacca, finisce il mese di allenamento e si parte finalmente con quelli che dovrebbero essere i 2 mesi migliori per le braccia e per gli occhi. Voglio scalare e basta, niente trave, pan, trx e cazzate varie ma solo tirarle il più possibile, concentrandomi su un paio di obiettivi che meritano davvero, tra cui sicuramente il Mostro sit perché la stand dello scorso anno non mi è bastata, un coito interrotto, una cagata senza giornale di arrampicata al seguito, una birra senza schiuma… insomma avete capito.

lunedì 18 settembre 2017

GELO

E arrivato il freddo, di colpo e incazzato o forse solamente pesa di più perché l’estate è stata torrida, ma in ogni caso ora non ci si può più lamentare delle condizioni. Mi resta la stanchezza da allenamento, poi non avrò più scuse, quindi devo sbattermi per cercare qualcosa che giustifichi la mia non-tenenza…
A parte tutto weekend davvero di colla assoluta, bastava prenderci meglio le misure per non patire il freddo inutilmente. Sabato all’insegna dell’indecisione se stare a casa sul muro o andare fuori, alla fine ha prevalso la vergogna e allora via a pian della Casa, senza particolari obiettivi se non scalare qualche roba già fatta per fare un po’ di volume e magari provare i soliti mattoni nei denti… il problema era il termometro della macchina che mentre salivo continuava a scendere, e io in maglietta che temevo il peggio che poi puntualmente si è avverato: +6° alle 13, niente male… riscaldamento si fa per dire e poi “You” sit, un passaggio stratosferico che quando riesco rifaccio sempre almeno in piedi, così come “King Kong”, quest’ultimo fatto in giacca perché il vento mi stava depilando. Un paio di manate su “the Twins”, per capire che è proprio da lasciare perdere come passaggio e come obiettivo, se non per farci due risate ogni tanto: il problema non è tanto arrivare alla seconda tacca, il problema è tenerla, fissarla, muovere i piedi e lanciare al bordo, troppi problemi per un solo blocco… non è il mio, è decisamente oltre quindi non credo ci spenderò altro tempo.
Ieri invece salita di gruppo al Remondino, camminatori e boulderisti per una volta tutti insieme al cazzeggio. Le condizioni capiamo già dal parcheggio che saranno assolute ma ce ne renderemo conto solo dopo che non ci sbagliavamo per niente… su ci troviamo con la Tesio-family e si parte subito col dente avvelenato. Consiglio a Giorgia “Rodo-dentro”, un passaggio che sapevo già non le avrebbe dato troppi problemi un po’ perché il suo livello è esagerato un po’ perché non è il solito passaggio tritadita Remondino style ma sicuramente un pelo più “plasticoso”. E infatti non ci mette tanto a portarlo a casa, qualche giro per sentire la methode e capire l’uscita e via stampato, neanche il tempo di rilassarmi un po’! Decidiamo di scendere da “Antigrip” e porca puttana mi entra tutto senza problemi ma su un singolo niente da fare, non passo; ci proviamo tutti e tre per l’intero pomeriggio, col vento a far scendere ulteriormente la temperatura, alla fine neanche più gli escursionisti son in giro, restiamo solo noi a chiudere la giornata. E Giorgia è l’unica dei 3 che riesce a passare, in modo perfetto ed esemplare su un blocco ben duro, secondo me e non solo ben più duro di altri 7C del Remondino (che notoriamente già non regala niente), una linea non certo stratosferica ma con movimenti uno più bello dell’altro… a me è restato l’amaro in bocca perché l’unico giorno in cui sarei potuto passare, un paio di mesi fa, non ci ho creduto abbastanza nel giro buono e ho perso il treno, temo fino alla prossima stagione se continua così. Peccato. Un blocco in meno fatto e uno in più nella lista dei TO DO. Fine giornata degno dei migliori hardcore boulderers al bar a scaldarsi con cappuccio, the, birra e vino perché la roccia non basta!
E ora si riparte coi progetti in bassa quota. Sicuramente si torna all’attacco sul “Mostro”, fatto in piedi l’anno scorso ma la vera battaglia è da sotto per me, o sit o niente, e poi chissà, tante linee da vedere, il Barbara che ora torna in condizioni, “Gasolina” a Sangia Gnus che vorrei provare (o forse no, non l’ho ancora capito…), almeno un giorno a settimana in falesia perché altrimenti lascio perdere da subito gli obiettivi con la corda… troppe cose, come al solito. Bene.

giovedì 7 settembre 2017

21 OTTOBRE ALL'INFERNO!

Appuntarsi la data, perché l'evento secondo me sarà uno di quelli da non perdere! Il 21 ottobre prossimo i ragazzi della val Tanaro hanno organizzato un bellissimo raduno/gara in quel di Valdinferno ed oltretutto il periodo è assolutamente quello buono, dove l'aderenza inizia a farsi interessante e il posto ancor più bello del solito. Da parte mia sicuramente ci sarò, non per far la gara perché alla fine a Valdinferno (tolto "dal profondo" e pochi altri) ho fatto praticamente tutto e non sarebbe sicuramente giusto, ma per divertirsi e stare in compagnia. E chissà magari scovare anche qualche nuova chicca al di fuori dei circuiti solitamente battuti, questo potrebbe esser l'anno giusto per andare un po' in giro a cercare novità.
Spero che i ragazzi della val Tanaro riescano dove noi abbiamo fallito più volte (ricordo parecchi anni fa, almeno 11-12, si voleva organizzare e poi la meteo ha fatto andare tutto a monte...), la grinta e lo spirito son quelli giusti e il posto merita sicuramente di essere valorizzato per il gioiello che è, ora poi con la nuova guida di Giova è tutto in regola perché possa diventare qualcosa più di uno spot local. E spero sempre con la giusta testa e il rispetto dei posti che, ricordo, son proprietà private e quindi "concesse" al divertimento di tutti noi.
 


martedì 29 agosto 2017

COME RIGENERARSI

Weekend all’insegna dello svacco o quasi. Paradossalmente in questo periodo devo usare il fine settimana per riprendermi dato che gli allenamenti infrasettimanali mi succhiano via tutto… son contento e spero che mi porti un po’ di pompa in più ma sul momento mi girano non poco le balle non riuscire a far niente di concreto. E sto caldo ora mi ha davvero sfiancato, pressione sotto i piedi e sonno costante, l’unica cosa che mi conforta ora è che le previsioni danno peggioramenti e temperature basse dal weekend, adoro l’estate ma adesso ho davvero bisogno di rigenerarmi un po’.
Comunque come dicevo niente di straordinariamente prestazionale durante lo scorso fine settimana. Il sabato siamo saliti dalle parti di cima delle Lose in valle Stura: ricordavo questo bosco bellissimo dalle skialp dei bei tempi, era una delle gite che si faceva in caso di tanta neve non trasformata (quantomeno non fino in cima, per non rischiare le palle…) e la salita in mezzo ai pini era qualcosa di straordinariamente rilassante e bello. Come son cambiati i tempi… ho sofferto, niente gamba e niente fiato, ma comunque mi ha concesso di staccare un po’ dalla ripresa lavorativa, pure quella una merda. E vedere topo correre libero per i boschi mi ha rilassato il doppio!
Domenica invece son salito nuovamente al Remondino, questa volta per il piacere della compagnia e stop tanto sapevo che sarebbe andata una merda. Mi ha fatto piacere rivedere Gian (come sempre in straforma) e Funsu, una giornata di relax piacevole, qualche chiacchiera e qualche manata. Un nuovo passaggio/variante per Gian su “giorno di paga”, secondo me come difficoltà non tanto lontano dall’originale e pure più bello e logico volendo! E per finire la giornata qualche tentativo senza ricognizione dall’alto su “ricordo di Buttermilk”, una linea come ce ne sono poche e dove il numerino conta davvero un cazzo! Siamo saliti fin dove la logica del non-suicidio ce lo ha permesso e con la sicurezza di tornare con un pezzo di corda per pulire per bene dato che stranamente non è tanto provata… alla sera andare via quando la bolgia dei merenderos è già partita, col sole che crea una luce spettacolare sulla Nasta e l’aria è fresca è un rito che va oltre ogni spettacolo per me! Starò rincoglionendo forse?!
PS grande Elena che su mio consiglio (…) ha provato a fare da sola la traversata Ciriegia-Mercantour, che non credevo essere tanto disertata dato che me la ricordavo davvero fantastica. Comunque brava lei che c’ha provato, è salita al Ciriegia, è sconfinata in Francia tanto per non farsi mancare niente, è tornata al pian della Casa e poi risalita al Remondino da noi, il tutto sotto un sole devastante. La forza della volontà alle volte regala dei bei ricordi da gustare poi in settimana chiusi in ste gabbie di merda!

martedì 22 agosto 2017

RIPARTIAMO...

Si ricomincia, come sempre, ormai mi son assuefatto alla situazione di dover ripartire con la solita routine e non so se sia un bene. Ma in ogni caso non ho grosse alternative…
Vacanze rilassanti, per davvero stavolta, fatto niente di stravolgente ma era quello che in realtà volevo più di ogni altra cosa perché in primis avevo bisogno di rilassarmi e staccare da tutto, non solo il lavoro. Una settimana in val Maira, semplicemente fantastica come sempre, a base di svacco e camminate, senza orari finalmente in un posto che davvero ci ha permesso di dimenticare tutto e dove sinceramente non avrei grossi problemi a vivere… campo base in un bellissimo chalet a più appartamenti a S. Michele di Prazzo e da li ogni giorno una camminata diversa con topo che davvero non è stato fermo un secondo. Ciliegina sulla torta il Chersogno, da una vita che non ci tornavo ma come sempre una salita semplice ma panoramica come poche. E anche il meteo alla fine è stato dalla nostra, non un caldo torrido come le altre settimane ma sempre una leggera (beh a volte neanche tanto leggera…) velatura che ci ha permesso di camminare senza soffocare. E anche la sconfinata in val Fissela, per me una delle più belle e selvagge qui intorno, è stata un bel ritorno in una delle valli che amo di più del cuneese.
La seconda settimana invece ho provato a tornare a far qualche blocco decente ma sempre, in ogni caso, in ogni posto, anche al Remondino, il caldo mi ha scoglionato al punto che alla fine ho preferito restare sul muro di casa, con l’aria condizionata, per evitare di fare chilometri davvero inutili. E stranamente da ieri che son tornato in ufficio le temperature son diventate accettabili… in ogni caso avevo anche voglia di non intestardirmi per qualche tempo sui soliti passaggi e quindi ci stava anche dimenticare un po’ la roccia. Pietoso il ritorno alla corda, sarà davvero dura ripartire a far qualcosa di decente ma se voglio portare avanti un progettino st’inverno dovrò darci dentro e cercare di mettere insieme più di 5 movimenti altrimenti meglio lasciare perdere fin da subito. Ora mi aspetta un mesetto di devasto e allenamento allo stato puro, quindi le aspettative fuori non son granché ma confido in un autunno soddisfacente e poi sinceramente ho davvero voglia di tornare a spingere un po’ e sentire la fiacchezza come si deve.

Praticamente il panorama dalla nostra casa a S. Michele, col Chersogno in primo piano

Partendo al mattino

La bellissima sagoma del Chersogno


Salendo spunta il Re!

L'alta val Maira, con il Brec e L'Aiguille

La cima

Sopra il mare di nuvole...

Alta val Maira dal colle Greguri

Vista insolita per chi arrampica sul gruppo Castello-Provenzale!



La selvaggia val Fissela

giovedì 3 agosto 2017

PUSHER, RICORDI E TANTA BELLA GENTE!

Devo ammetterlo: stamattina facendo colazione e passando in rassegna instagram quando ho visto la notizia della rinascita della mitica Pusher un po’ di groppo mi è venuto… per chi non la conoscesse (e per chiarire subito che, purtroppo, non ci son motivi commerciali di fondo) o per chi fosse arrivato dopo, la Pusher holds era una mitica società americana fondata a cavallo degli anni 90/2000 quando ancora in giro il boulder non è che fosse molto cagato ma stava esplodendo di brutto proprio in quel periodo. Non erano tanto le prese piuttosto che il materiale vario che ne facevano una delle più conosciute, ma soprattutto le foto promozionali che insieme a quelle della 5.10 per me erano le migliori possibili e ti tiravano fuori una ralla incredibile. Partivi il mattino non senza prima aver guardato per la millesima volta Dosage 1 e nell’intro ti partiva la pubblicità della Pusher, poi della Prana e poi di Climbing che già t’immaginavi tutto il giorno su Mandala, mentre poi bestemmiavi su “Radiologia” in Ellero… c’era la foto del sempresialodato Jerry Moffat con le Laser ai piedi in Svizzera che la Svizzera ancora era un sogno lontano, la foto di Malcolm Smith e Dave Graham che era praticamente da altare e silenziosa preghiera serale, quella di Obe Carrion che strizzava come il Calibba, quella di Sharma che ancora fumava il giusto ed era il vero e unico the King… quasi vent’anni, tanto, troppo tempo, ma quello che mi fa davvero strano è che alla fine, nonostante tutto, i personaggi son sempre gli stessi. OK, ora c’è Ondra, ma lui tanto non fa testo, c’è Megos, ci sono vari gagni pulciosi che per il solo fatto che si tengono più di me mi stanno in culo, ma cazzo vuoi mettere il carisma che avevano allora? E ancora adesso! Graham, Sharma, Lamprecht, Kehl, Loskot, Rands e molti altri che, almeno in quanto ad immagine e personalità, cagano in testa a praticamente tutti i climber di oggi e pure in quanto a tenersi non scherzavano.
La scena di oggi ha perso fascino. Punto. Il discorso di base è questo per me, poi si può parlare di tutto il contorno, social che ci hanno reso imbecilli (io in primis), prestazioni fasulle ma commerciali, marchi che derivano verso la sfilata di moda milanese ma alla base c’è che in giro si arrampica per non andare in palestra a far pesi, o crossfit, o altre puttanate, il boulder, la ricerca, la sfida si son perse per strada… ma io vedo che poi bene o male, e io son contento, anche la gente vera e incazzata che vedi in giro sulla roccia resta sempre la stessa: quando vai in Ellero, o al Bracco, o in Inferno in pieno autunno, col freddo, dalla mattina alla sera a fare scrub alle mani i personaggi con cui ti fermi a discutere, a tirare due prese, a fumare una sigaretta son i medesimi di 15, 20 anni fa quando col socio, dopo una settimana di allenamenti e lavoro, arrivavi ai massi e incontravi Giova che magari già tornava a casa dopo aver fatto almeno 2 volte il circuito di Rastello (chiaramente senza pad), Paulo che aveva trovato un altro blocco nuovo e stava già pulendo quelle 5-6 linee, Nino che strizzava le tacche più piccole, Gian e Sergio sempre inseparabili, Lollo che passava praticamente inosservato con la sua Opel Corsa po’ stampinata, Lore che aveva ancora i capelli (perdipiù lunghi) e tantissimi altri che giravano come cinghiali da un blocco all’altro, le bestemmie che risuonavano ovunque come un rito messianico. Egoisticamente, ripeto, son felice che alla fine non sia cambiato nulla e il fatto che una ditta, un marchio ma soprattutto una leggenda come la Pusher sia rinata dalle sue ceneri mi fa ben sperare che il futuro e il passato s’incontreranno sempre.
E arrivano le ferie, anche quest’anno, con Lucifero che ci brucia il culo. Voglio staccare un po’ la presa, ne ho bisogno, almeno 4-5 giorni senza moonboard, senza allenamenti, senza roccia. In giro per montagne a camminare o al mare accalcato sullo stesso asciugamano di altre 5 persone rigorosamente sconosciute, ma senza arrampicata. Sarà dura, avrò bisogno di un circolo di recupero tipo alcolisti anonimi, ma devo farcela. Domenica scorsa al Remondino è andata alla grande, son contento, voglio tornarci prima di staccare, ma poi basta, non per tanto però eh… e lasciamoci con quella che era la canzone simbolo dell’ultimo, grande film di boulder che mai esisterà, “Pilgrimage”.
 
 

venerdì 28 luglio 2017

VARIAMENTE ED EVENTUALMENTE

Ormai è un attimo che non mi faccio vivo, probabilmente perché grosse novità non ne ho… sto cercando di sfruttare appieno lo spot estivo per eccellenza, la Rocklands de noantri ovvero il Remondino, lasciando da parte purtroppo nuove scoperte come il Lausfer, ma purtroppo non c’è tempo per tutto e la mia priorità quest’anno è cercare di portare avanti il più possibile i progetti lasciati in sospeso anni fa.
Quindi son tornato su diverse volte e qualche soddisfazione me la son tolta. Tra le altre “Rodo-Dentro”, un passaggio stupendo che Ale aveva aperto, ricordo bene perché c’ero, qualche anno fa, non nel classico stile del posto “solotacche” ma con movimenti diversi dal solito. Non l’ho mai provato seriamente perché alla fine è in ombra al mattino quindi o sali presto o becchi la giornata coperta e fresca ma quest’anno quasi per caso ci son capitato e dopo aver provato un po’ i movimenti in alto (ma il duro è sotto...) l’ho portato a casa inaspettatamente in fretta. Una vera goduria, soddisfazione pura tanto è bello quel blocco, con uscita adrenalinica il giusto che da quel tocco in più!
Altra storia, altro cantiere. “Anti-grip”, un altro blocco aleatorio e strano. Qui mi sfianca sulla continuità, oltre al fatto che servono davvero condizioni eccellenti per tenere ste maledette pinze, ma dopo una domenica pomeriggio a mettere insieme i singoli mercoledì scorso, in azione solitaria col topo a farmi compagnia, son riuscito a dividerlo in 2 metà! Contento, perché comunque l’aderenza era pessima, e se la prima parte va via veloce la seconda non è per niente scontata, ma ho trovato una methode leggermente diversa dalla classica che mi risolve un paio di movimenti per me ostici. Ora il problema è: continuare a tentare o aspettare il meteo giusto? Non mi pongo invece minimamente il problema se tornare o meno al Remondino, per me il non plus ultra della zona e non solo.
E per sentirsi di nuovo “gggiovani” ieri sera concerto punkettone a Barolo: non è assolutamente il mio genere ma è stata una bella festa, in culo a chi come al solito si deve lamentare. Moltissima gente ma tutto ordinato (è un concerto, che cazzo…) e nessun problema, tra l’altro ho visto altra gente “fintagiovane climber” nel mucchio, grande Paul! Adesso ancora una settimana e poi svacco, climb e varie in attesa dell’autunno e del ritorno alle condizioni ottimali.

Elena tenta "Vista Bussaia"


io su "Rodo-dentro"

Elena mette insieme i pezzi di "41 e non sentirli" alla Madonnina


io guardo con disperazione le pinze schifose di "Antigrip"

 

lunedì 10 luglio 2017

SONNOOOOO

Continuo a chiedermi cosa faccia di Sierra Blair Coyle una climber… non mi chiedo il perché il suo profilo facebook sia uno dei più seguiti o del perché abbia oltre 100.000 follower su instagram, mi sembra piuttosto chiaro e non credo sia legato all’arrampicata, ma onestamente come faccia ad essere “professional climber” mi sfugge… mi sfugge anche il fatto che faccia parte della nazionale americana, soprattutto dopo aver visto il video online su un blocco che dovrebbe essere 7C+, dove probabilmente la Puccio andrebbe a cagarci… e con queste considerazioni di livello assoluto parte la settimana.
Un weekend all’insegna della merda più assoluta. Finita la scheda d’allenamento, settimana di recupero la scorsa che più di tanto recupero poi non è stata però, con il risultato che sabato dopo esser salito al Remondino mi sono praticamente addormentato, senza riuscire a far niente se non qualche passaggio più facile giusto per “giustificare” la salita fin là… un disastro totale, ero fiacco in modo assurdo e il caldo certo non aiutava, e ieri mattina al muro la storia è stata più o meno la stessa. Peccato, contavo di fare qualcosa di meglio ma ci stanno anche queste giornate di bassa!
Invece andando su cose più interessanti è partita la prima tappa di coppa del mondo lead e questa volta la tracciatura è stata davvero avvincente. Bellissima gara della Rogora e bellissimo vedere finalmente che qualcosa si sta muovendo tra le azzurre nella difficoltà, lei è brava e si vede che ha il livello, deve solamente “crescere” ancora in campo internazionale e poi farà il botto! In testa, chiaramente, la Garnbret che dimostra che alla fine le vie non importa come le chiudi, importa solamente chiuderle e quindi fanculo (giustamente) l’eleganza e spalancare, anche se comunque veder arrampicare Jain Kim è sempre un piacere assoluto! Campo maschile invece la bellissima novità è stata Jan Hojer, a dimostrazione che se ad un blocchista di livello fai una tracciatura ad arte su un muro “giusto” può fare comunque la differenza. Idem per Desgranges che in più ha dimostrato un po’ a tutti (soprattutto ad alcuni) che a far la differenza è anche l’allenamento, quello duro, perché se tu cazzeggi o arrampichi su roccia nel periodo di preparazione poi le prime gare te le fumi! Ma prima di Desgranges ci erano anche arrivati Usobiaga e Ramonet quindi tutta sta novità…
E da sta settimana, giusto per riposare un po’, ripartiamo con un’altra bella scheda in vista del mese di agosto, sperando che dia qualche frutto in più dell’ultima fatta.

lunedì 3 luglio 2017

REMONDINO, TANTA ROBA

Non so se abbia mai detto che il Remondino è uno dei posti più fighi per far blocchi in Piemonte. Forse si… ma ora son pienamente convinto che sia IL posto più figo per far blocchi in assoluto per me, non c’è storia. Non esiste nient’altro in zona e oltre con queste linee, questa roccia, questo panorama, questa colla quando anche altrove è una merda, non esiste e non potrà mai esistere, è un dato di fatto, è il top assoluto! e poi son dei bastoni veri e propri, ti sudi il passaggio ma quando alla fine lo stampi il sorriso da ebete di resta per un momento ed è reale e per me già solo il tornare lassù mi ha regalato questo sorriso per una mezz’oretta buona…
Ieri non aspettavo altro. Ho passato un sabato buono buono rintanato sul mio muro per un richiamino di forza ma senza strafare perché volevo tenerne da parte per la magia della domenica. E ieri finalmente siamo tornati su, con Elena che però purtroppo stava una merda (c’hai un po’ di sfiga eh…) e quindi è tornata a casa praticamente subito e senza far nulla, e Funsu che pure lui era da un attimo che non ci saliva più. E naturalmente abbiamo incontrato sul posto i 2 nuovi local dell’area, Nino ed Enrica, che son rimasti praticamente gli unici credo a valorizzare il posto e a continuare a crederci. Grandi! Ma ora contiamo di dare una mano a portare avanti la frequentazione di un’ara così stratosferica che ha l’unica pecca di essere un po’ fuori portata. E certo di non avere gradi regalati, ma questo non dovrebbe essere un problema normalmente…
E quindi a metà mattina eravamo già su a spellarci le dita; prima che arrivasse il sole a scaldare mi son portato a casa la bellissima “Dance”, un gioiellino ma d’altra parte qui a trovarle le linee di merda! Movimenti fantastici su piatte e uscita aleatoria come si deve, un blocco di goduria pura. A seguire qualche tentativo mal riuscito su “Direct line”, la variante della bellissima “Tempo di castagne”, ma contando quanto son sega sui lanci perdipiù aleatori come questo ho deciso di lasciare perdere prima di aprirmi del tutto… fine giornata su un altro gioiello per provare i movimenti e trovare la methode giusta per me, la geniale “Rodo-dentro” un’altra di quelle linee che ti fanno scendere la lacrimuccia da quanto son belle. Mi è piaciuto un sacco salire con topo e vedere una quantità di gente con cane al seguito, rispettosa dell’ambiente ma comunque vogliosa di condividere com’è giusto che sia con il proprio amico a 4 zampe questo posto meraviglioso e son doppiamente contento perché ho rotto i coglioni, immagino come parecchi altri, per far sì che prima o poi ci arrivassimo!
Su c’è troppo da fare per una persone normale come me per 1, 2, 3 estati di seguito e sperando in un meteo clemente fino a tardi, come l’ultimo anno che veramente ho frequentato assiduamente il Remondino quando eravamo riusciti a salire e scalare in maglietta fino a novembre inoltrato, direi che quest’anno insieme ad un altro paio di posti in quota sarà la meta delle mie ferie estive.